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I migranti se ne vanno ma Ceuta è sotto shock, la visita di Santiago Abascal leader di Vox accende gli animi

I migranti entrati a Ceuta sono scortati da soldati spagnoli verso il confine con il Marocco per essere rimpatriati dall'enclave spagnola, domenica 2 agosto 2026
I migranti entrati a Ceuta sono scortati dai soldati spagnoli verso il confine ispano-marocchino per il rimpatrio in Marocco dall'enclave spagnola, domenica 2 agosto 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Bernat Armangue. Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore AP Photo/Bernat Armangue. Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
Di Julian GOMEZ
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Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox, domenica ha visitato Ceuta e ha accusato il governo di Pedro Sanchez di essere succube del Marocco. Il reportage di Euronews raccoglie il sentimento dei residenti di fronte a quest'ultimo, anomalo, arrivo di decine di migliaia di migranti

Qui alla frontiera tra Ceuta e il Marocco la situazione è molto più calma rispetto agli ultimi giorni. Secondo le autorità spagnole, la maggior parte delle almeno 60mila persone che giovedì hanno attraversato irregolarmente questo confine è già tornata indietro.

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Continua comunque un flusso sporadico ma costante di persone che rientrano. La maggior parte di loro ci racconta di essere entrata in Spagna dopo aver ricevuto messaggi sui social in cui si affermava che il confine era aperto e che non servivano documenti.

Intanto, in città, la paura ha lasciato il posto all’indignazione. Quasi tutti quelli con cui ho parlato non riescono a capire come si sia potuta creare questa situazione e chiedono spiegazioni urgenti. È un clima sociale teso che alimenta il dibattito politico.

Un tassista mi ha detto:

"Ho la sensazione che la gente sia molto, molto arrabbiata. So che ora sono molto arrabbiati. Qui siamo 85mila persone e ne arrivano 60mila. Allora, mi dica. Che facciamo? Che cosa faremo? Non possiamo neanche comprare il pane. Non c’era pane. Non c’era niente. Niente, niente. Era tutto chiuso."

Se lui era restio ad attribuire responsabilità, altri residenti sono stati più espliciti. Facendo riferimento alla difficoltà giuridica iniziale a rimandare subito indietro i migranti arrivati via mare, un uomo di mezza età ha definito il premier Pedro Sánchez un "complice", aggiungendo: "Questa è una vergogna, per me una vergogna. Non avevo mai visto una cosa del genere in vita mia."

Alcuni ceutani richiamano anche al dovere umanitario di fronte alla crisi. Un pensionato di 78 anni mi ha detto:

"Se ci sono bambini lì, bisogna dare loro da bere, bisogna dare loro da mangiare. È buon senso, ma adesso tutta Ceuta, tutta la Spagna – e la Spagna è al vostro fianco – è con voi."

Tuttavia, nel complesso, lui non può che condannare la situazione:

"Questo è uno stato di emergenza, una sorta di dichiarazione di legge marziale, solo per andare a fare la spesa al Mercadona devo passare davanti a un soldato ogni dieci metri. Bisogna nutrire bene le truppe e la polizia. È uno stato d’assedio, è un’emergenza nazionale. Non ci sono dubbi."

Santiago Abascal, leader di Vox, ha visitato oggi la città, accusando il governo di essere succube del Marocco.

Parlando con i media, Abascal ha attribuito la responsabilità di quanto accaduto al governo di Rabat e, soprattutto, a Pedro Sánchez in persona.

Ha sostenuto che il Marocco ha agito nella convinzione che non ci sarebbe stata né risposta né ritorsioni, perché il presidente del governo spagnolo è, parole sue, "subalterno al Paese africano".

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