L'università madrilena chiede che la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, Begoña Gómez, e la sua consulente risarciscano l'ateneo con oltre 113mila euro e restituiscano il controllo del software sotto inchiesta. Il caso va a processo
L'Università Complutense di Madrid (UCM) ha chiesto che Begoña Gómez e la sua consulente, Cristina Álvarez, indennizzino l'istituzione con 113.509,32 euro per i danni derivati dallo sviluppo e dall'uso privato del software ora oggetto dell'indagine giudiziaria, che sfocerà in un processo con giuria popolare. Nel frattempo, la Procura mantiene la sua richiesta di assoluzione per entrambe.
La richiesta è contenuta nella memoria conclusiva presentata dall'università all'Audiencia Provincial de Madrid, dove la UCM esercita l'azione civile in qualità di parte danneggiata.
Begoña Gómez accusata di aver utilizzato per fini commerciali privati il software sviluppato nell'Università Complutense
L'istituzione ritiene che il programma informatico sviluppato nell'ambito della Cátedra de Transformación Social y Competitiva (Cattedra di trasformazione sociale e competitiva), co-diretta da Gómez, costituisca un bene dell'ateneo realizzato con risorse pubbliche e con il contributo di enti collaboratori. Pertanto, l'università ne contesta l'uso fatto dalla moglie del premier spagnolo.
Oltre al risarcimento economico, la Complutense chiede di recuperare la titolarità e il controllo del software, così come di tutti gli elementi a esso associati, inclusi codici sorgente, documentazione tecnica, domini, accessi, credenziali e diritti di sfruttamento che possano trovarsi in possesso delle persone che risultino condannate.
La richiesta arriva dopo che un tribunale di Madrid ha archiviato i presunti reati di corruzione negli affari e appropriazione indebita inizialmente indagati dal giudice Juan Carlos Peinado, mantenendo però l'accusa per un presunto reato di malversazione legato all'uso del software e delle risorse dell'università, oltre a quella di traffico di influenze. In seguito a tale decisione, il magistrato ha chiesto alle parti di riformulare i propri atti in vista del processo.