Il giudice Juan Carlos Peinado, che indaga sulla moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, rischia sanzioni disciplinari per alcune dichiarazioni sulle scorte di Begoña Gómez
Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che coinvolge Begoña Gómez, moglie del presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez.
Il giudice Juan Carlos Peinado, titolare dell'inchiesta che da oltre un anno è al centro del dibattito politico in Spagna, rischia ora di essere sottoposto a un procedimento disciplinare per alcune affermazioni ritenute inappropriate contenute in un suo provvedimento.
A decidere di andare avanti con la valutazione di possibili sanzioni è stato il Consiglio generale del potere giudiziario (CGPJ), l'organo di autogoverno della magistratura spagnola, che ha trasmesso gli atti al Tribunale superiore di giustizia di Madrid (TSJM), chiamato a stabilire se il magistrato abbia commesso infrazioni disciplinari.
Le dichiarazioni sulle scorte di Begoña Gómez
Al centro della vicenda c'è un'ordinanza firmata da Peinado nell'ambito dell'inchiesta su Begoña Gómez. Il giudice aveva disposto il ritiro del passaporto della moglie del premier e, motivando la decisione, aveva ipotizzato che gli agenti incaricati della sua protezione potessero addirittura favorire una sua eventuale fuga per sottrarsi alla giustizia.
Quelle parole hanno suscitato forti polemiche negli ambienti giudiziari e politici, tanto che già nel mese di giugno il CGPJ aveva aperto un fascicolo disciplinare per verificare se il magistrato avesse oltrepassato i limiti del proprio ruolo.
Ora la Commissione permanente del Consiglio, grazie al voto decisivo della presidente Isabel Perelló e con il sostegno dei tre componenti dell'area progressista, ha deciso di trasmettere il caso al Tribunale superiore di giustizia di Madrid. I consiglieri di area conservatrice hanno invece votato contro.
Le possibili infrazioni
Il TSJM dovrà valutare se il giudice possa aver commesso una lieve infrazione disciplinare per mancanza di rispetto, proprio in relazione ai riferimenti agli agenti della scorta di Begoña Gómez.
Dovrà inoltre esaminare un secondo procedimento relativo a un presunto ritardo nella gestione di un'altra causa, anch'esso inviato dal Consiglio per le necessarie verifiche.
Non è quindi stata ancora inflitta alcuna sanzione, ma si apre formalmente la possibilità che il magistrato venga sottoposto a un procedimento disciplinare.
Archiviati altri quattro esposti
Parallelamente, la Commissione permanente del CGPJ ha deciso di archiviare altri quattro reclami presentati nei confronti del giudice Peinado.
Tra questi figurava quello presentato dal ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con le Cortes, Félix Bolaños, ascoltato come testimone nell'inchiesta su Begoña Gómez.
Bolaños aveva contestato alcune richieste formulate dal magistrato durante il suo interrogatorio a Palazzo della Moncloa, sede della Presidenza del Governo. In particolare aveva criticato la richiesta di mettere a disposizione un veicolo ufficiale per consentire al giudice di raggiungere la sede del Governo e quella di predisporre una pedana che permettesse al magistrato di trovarsi in una posizione sopraelevata rispetto al testimone durante la deposizione.
Secondo la maggioranza del Consiglio, tuttavia, tali richieste non hanno comportato la violazione dei diritti del testimone né configurano una mancanza di rispetto tale da giustificare un procedimento disciplinare.
Respinte anche le accuse di fuga di notizie
È stato archiviato anche l'esposto presentato da Cristina Álvarez, collaboratrice di Begoña Gómez e a sua volta indagata nello stesso procedimento.
La donna sosteneva che il giudice avesse fatto trapelare al quotidiano online OKdiario un provvedimento prima della sua pubblicazione ufficiale. Il Consiglio ha però ritenuto che non vi siano elementi sufficienti per attribuire al magistrato la responsabilità della presunta fuga di notizie.
Archiviati infine altri due reclami riguardanti la gestione di differenti procedimenti giudiziari: uno relativo alla proroga di un'inchiesta per presunta malversazione nei confronti dell'ex direttore della società municipale dei trasporti di Madrid e un altro riguardante il rifiuto di autorizzare una testimonianza in videoconferenza, oltre ad accuse di atteggiamenti ritenuti irrispettosi verso gli avvocati e dell'adozione di misure cautelari considerate sproporzionate.
Un'inchiesta che continua a dividere la Spagna
L'inchiesta su Begoña Gómez è diventata uno dei dossier più controversi della politica spagnola. L'opposizione accusa il Governo di voler delegittimare l'azione della magistratura, mentre l'esecutivo di Pedro Sánchez denuncia da tempo quella che considera una campagna politico-giudiziaria contro il presidente del Governo e la sua famiglia.
Il possibile procedimento disciplinare nei confronti del giudice Peinado aggiunge ora un nuovo elemento di tensione a una vicenda che continua ad avere forti ripercussioni sul dibattito politico e istituzionale in Spagna.