Gli incendi che hanno devastato Spagna e Francia sono tra i più vasti che i due Paesi abbiano conosciuto nella storia recente. La situazione sembra ormai stabilile ma si temo il ritorno del caldo e i venti. Nuovi roghi in Grecia. A rischio anche Italia e Europa centrale
"I prossimi giorni saranno molto difficili per la Francia", ma il rischio di incendi boschivi sta aumentando anche per Grecia, Italia ed Europa centrale all'inizio di agosto, se entro questa data gli incendi in Portogallo e in Spagna non saranno spenti, "tutta l'Europa sarà in fiamme". Lo ha detto Maria Zuber, responsabile del Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'Ue (Ercc).
Mercoledì migliaia di residenti evacuati dalla regione di Madrid sono potuti rientrare a casa, dopo che gli incendi boschivi sono stati stabilizzati.
Il giorno prima le autorità spagnole avevano revocato oltre una dozzina di ordini di evacuazione per i comuni a ovest della capitale Madrid, dove l'incendio era stato più violento.
"24mila persone evacuate hanno potuto tornare nelle loro abitazioni e altre 20mila sono state liberate dal confinamento nella Comunità di Madrid", ha scritto su X nella tarda serata di martedì il delegato del governo centrale nella regione, Francisco Martín Aguirre.
Le autorità regionali hanno riferito che le condizioni meteorologiche sono migliorate durante la notte, il che ha permesso alle squadre antincendio di ridurre l'intensità dei roghi.
Martedì la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha scritto che la situazione "sta migliorando poco a poco".
Anche nella Comunità Valenciana il governo regionale ha revocato un ordine di confinamento.
In totale, dall'inizio dell'anno in Spagna sono bruciati 207mila ettari di terreno, il livello più alto mai registrato nel Paese per un periodo gennaio-luglio, secondo il sistema europeo d'informazione sugli incendi boschivi. Le autorità spagnole hanno fornito dati leggermente diversi.
Nella vicina Francia sono andati in fumo 92mila ettari, il dato più alto degli ultimi due decenni.
La Francia resta in allerta per la nuova ondata di caldo
Le autorità della prefettura della Gironda, la zona più colpita dagli incendi, hanno segnalato una seconda notte tranquilla e hanno aggiunto che il grande rogo vicino alla città di Bordeaux è stabile.
Tuttavia il presidente francese Emmanuel Macron, che ha definito l'emergenza incendi "la peggiore crisi vissuta dal Paese dalla Seconda guerra mondiale", ha ricordato che le prossime settimane saranno difficili, con condizioni meteo destinate a peggiorare da mercoledì.
Le regioni della Gironda e delle Lande sono in allerta arancione, con temperature attese fino a 41 gradi all'interno e 38 lungo la costa.
Si prevedono inoltre venti sostenuti, con raffiche tra 30 e 45 km/h, che fanno temere una possibile riattivazione dei focolai.
"Mercoledì è una giornata importante che seguiremo con grande attenzione, viste le temperature estreme che sono previste", ha dichiarato martedì il comandante dei vigili del fuoco della Gironda, il tenente colonnello Éric Pitault.
Incendi anche in Grecia e Portogallo
In Grecia i vigili del fuoco stanno combattendo diversi incendi boschivi in tutto il Paese. Il più grave è scoppiato ieri sull'isola di Paros, nel Mar Egeo.
Le autorità hanno esortato la popolazione a lasciare circa dieci zone dell'isola: cinque martedì e altre cinque durante la notte, nelle prime ore di mercoledì.
In Portogallo l'incendio, divampato a Guarda e che si è esteso ai comuni limitrofi di Almeida, Pinhel e Sabugal, è stato domato nelle prime ore del mattino del 29 luglio. In alcune dichiarazioni rilasciate ai giornalisti presenti sul posto nella notte del 28 luglio, il comandante João Rodrigues, del Comando subregionale di Beiras e Serra da Estrela, ha indicato che l’area colpita dall’incendio era di 4.000 ettari e che il perimetro era di 40 chilometri.
L'Europa è il continente che si riscalda più rapidamente
Gli incendi che hanno attraversato Spagna e Francia sono tra i più vasti che i due Paesi abbiano registrato in tempi recenti.
Gli scienziati avvertono che l'ondata di caldo di giugno, che ha alimentato i roghi, non è stato un episodio isolato.
Secondo il loro rapporto European State of the Climate 2025, l'Europa è il continente che si riscalda più velocemente al mondo, con temperature in aumento a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale.
Gli esperti di clima avvertono che il cambiamento climatico causato dall'uomo rende le ondate di caldo più frequenti, più intense e sempre più probabili all'inizio e alla fine dell'anno.