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12 indagati per resistenza e danneggiamenti nelle proteste a Bologna per la morte di Abderrahim Fakir

Damage from storms and strong winds is seen in Bologna, Italy, Wednesday, July 15, 2026
Damage from storms and strong winds is seen in Bologna, Italy, Wednesday, July 15, 2026 Diritti d'autore  AP Photo
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Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Mentre si indaga ancora sulle cause della morte del 42enne durante un intervento della polizia, la Procura di Bologna apre un fascicolo con 12 indagati per aver ingaggiato una guerriglia con le forze dell'ordine nelle proteste di piazza che hanno seguito l'incidente

Resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento sono le accuse contestate a vario titolo dalla Procura di Bologna ai dodici indagati per gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine avvenuti la sera del 20 luglio in città.

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Protestavano per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il giorno precedente nel corso di un fermo di polizia.

Tra gli indagati anche un ventenne arrestato quella sera e scarcerato il giorno successivo con il divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna.

La guerriglia urbana degli antagonisti contro i poliziotti - 64 i feriti tra gli agenti - è avvenuta dopo il presidio, con cinquemila persone in piazza Nettuno, convocato dal sindaco Matteo Lepore per esprimere solidarietà alla famiglia.

Il giorno dopo il centrodestra ha condannato platealmente la scelta del sindaco parlando contro “chi ha alimentato un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato” e aggiungendo che si era trattato di “un atto di grave irresponsabilità”.

Toni che sono rimasti accesi per giorni fino alle minacce di morte sui social al sindaco, per il quale è stata predisposta una scorta dalla prefettura.

Abderrahim Fakir, cittadino marocchino trasferitosi all'età di 7 anni in Italia e morto ammanettato domenica 19 luglio in un cortile di via Svevo nel quartiere Pilastro di Bologna, si sarebbe salvato se sul posto fosse intervenuto subito un medico?

È questo uno degli elementi che le indagini in corso dovranno chiarire.

Tra i quesiti che la Procura ha affidato ai consulenti che hanno fatto l’autopsia sul corpo dell’uomo c’è anche quello sulla valutazione della tempestività e adeguatezza dell’intervento di soccorso sanitario, alla luce delle informazioni acquisite dal 118.

E se il legale degli agenti, Gabriele Bordoni, aveva dichiarato che i suoi assistiti avevano chiesto un’automedica ma sembrava che non fosse disponibile, la Ausl non ha confermato questa ricostruzione.

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