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Tre Mari, nasce a Varsavia il nuovo hub economico: il progetto che può ridisegnare l'Europa

Beata Daszyńska-Muzyczka e Paweł Nierada
Beata Daszyńska-Muzyczka e Paweł Nierada Diritti d'autore  Ze zbiorów organizatorów
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Di Dominika Cosic
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121 milioni di abitanti, centinaia di miliardi di euro di fabbisogni di investimento e l'ambizione di creare uno dei principali corridoi economici europei. Trójmorze (Iniziativa dei Tre Mari) vuole passare dalla cooperazione politica alla reale integrazione del business

Un mercato da oltre 120 milioni di cittadini, economie che crescono a un ritmo doppio rispetto all'Europa occidentale e un potenziale tale da poter diventare la settima economia mondiale. Sono questi i numeri dell'Iniziativa dei Tre Mari, il progetto che punta a rafforzare la cooperazione tra i Paesi dell'Europa centro-orientale e che compie ora un nuovo passo con l'apertura a Varsavia della sede del Three Seas Business Council (TSBC), il nuovo organismo dedicato a favorire investimenti, infrastrutture e relazioni economiche nell'area.

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L'iniziativa, nata con una forte valenza geopolitica ma sempre più orientata anche allo sviluppo economico, riunisce oggi tredici Stati membri dell'Unione europea e può diventare uno dei principali motori della crescita del continente.

Dall'idea alla realtà

L'idea di creare un asse di cooperazione tra i Paesi situati tra il Baltico, l'Adriatico e il Mar Nero era stata avanzata già prima della Seconda guerra mondiale, ma è rimasta per decenni un progetto incompiuto.

La svolta è arrivata nel 2015 grazie all'iniziativa degli allora presidenti di Croazia e Polonia, Kolinda Grabar-Kitarović e Andrzej Duda. Un anno più tardi, a Dubrovnik, si è svolto il primo vertice dell'Iniziativa dei Tre Mari.

Oggi fanno parte del progetto tredici Paesi: Polonia, Croazia, Austria, Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

Accanto agli Stati membri operano anche dieci partner strategici, tra cui Stati Uniti, Germania, Turchia e Giappone, oltre alla Commissione europea.

Il sostegno degli Stati Uniti

Uno degli elementi che ha contribuito alla crescita dell'iniziativa è stato il sostegno ricevuto durante il primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca.

L'appoggio politico statunitense ha dato maggiore credibilità internazionale al progetto, considerato uno strumento per rafforzare la cooperazione tra i Paesi dell'Europa centro-orientale lungo l'asse nord-sud, tradizionalmente meno sviluppato rispetto ai collegamenti est-ovest.

L'ultimo vertice dell'Iniziativa dei Tre Mari si è svolto nei mesi scorsi in Croazia, confermando la volontà dei governi coinvolti di accelerare sui grandi progetti comuni.

Il nuovo Three Seas Business Council

La novità più significativa è rappresentata dalla nascita del Three Seas Business Council (TSBC), che ha inaugurato ufficialmente la propria sede nella capitale polacca.

L'organizzazione è stata fondata dagli ex presidenti della banca pubblica polacca Bank Gospodarstwa Krajowego, Beata Daszyńska-Muzyczka e Paweł Nierada, da anni impegnati nello sviluppo dell'Iniziativa dei Tre Mari.

L'obiettivo è creare una piattaforma indipendente capace di mettere in contatto imprese, investitori, istituzioni finanziarie, centri di ricerca e decisori politici.

"In estrema sintesi, il TSBC è una piattaforma imprenditoriale indipendente che crea un hub di investimenti e affari per sviluppare progetti e relazioni economiche nella regione dei Tre Mari", ha spiegato Beata Daszyńska-Muzyczka in un'intervista a Euronews.

Un mercato da 121 milioni di persone

Secondo i promotori del progetto, la regione possiede un potenziale economico ancora largamente inesplorato.

Nei tredici Paesi vivono circa 121 milioni di persone e, complessivamente, le economie dell'area registrano tassi di crescita mediamente superiori rispetto a quelli dell'Europa occidentale.

"Questi Paesi si trovano su una buona traiettoria di crescita e offrono rendimenti interessanti per gli investitori", sottolinea Daszyńska-Muzyczka.

Tra gli strumenti già avviati figura anche il Fondo dei Tre Mari, nato proprio per sostenere i progetti infrastrutturali della regione. Secondo i promotori, il fondo ha ottenuto rendimenti sul capitale compresi tra il 14 e il 17 per cento, dimostrando l'interesse degli investitori verso quest'area europea.

Il grande nodo delle infrastrutture

Nonostante le prospettive favorevoli, la regione deve ancora colmare un importante ritardo infrastrutturale.

Le stime indicano un fabbisogno di circa 650 miliardi di euro per sviluppare tre settori strategici:

  • energia;
  • infrastrutture digitali;
  • trasporti e logistica.

Uno degli obiettivi principali dell'Iniziativa dei Tre Mari resta infatti la realizzazione di nuovi corridoi ferroviari e stradali capaci di collegare più rapidamente il nord e il sud dell'Europa, favorendo commercio, investimenti e competitività.

Una potenziale settima economia mondiale

Secondo diverse analisi economiche, se il prodotto interno lordo dei tredici Paesi fosse considerato come un'unica economia, il blocco dei Tre Mari rappresenterebbe la settima potenza economica mondiale.

L'appartenenza di tutti gli Stati membri al mercato unico europeo costituisce inoltre un ulteriore elemento di attrazione per gli investimenti internazionali.

Per i promotori del progetto, il nuovo Business Council dovrà diventare il punto di riferimento per coordinare le opportunità offerte dall'intera regione, mettendo in rete aziende, investitori, think tank e istituzioni.

L'inaugurazione a Varsavia

Alla cerimonia di inaugurazione della sede del TSBC hanno partecipato rappresentanti delle ambasciate di Stati Uniti e Giappone, esponenti delle istituzioni polacche, membri di think tank e numerosi operatori economici.

Presente anche l'ex presidente della Polonia Andrzej Duda, tra i principali sostenitori dell'Iniziativa dei Tre Mari fin dalla sua nascita e artefice del suo rilancio sulla scena internazionale.

Con la creazione del nuovo hub economico di Varsavia, il progetto punta ora a trasformare la cooperazione politica in una rete sempre più concreta di investimenti, infrastrutture e sviluppo economico, rafforzando il ruolo dell'Europa centro-orientale negli equilibri del continente.

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