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Cosa sappiamo di Abderrahim Fakir l’uomo morto a Bologna mentre veniva immobilizzato dalla polizia

Italy’s Interior Minister Matteo Piantedosi holds his head as he addresses the parliament in Rome, Thursday, Feb. 29, 2024
Italy’s Interior Minister Matteo Piantedosi holds his head as he addresses the parliament in Rome, Thursday, Feb. 29, 2024 Diritti d'autore  Roberto Monaldo/LaPresse via AP
Diritti d'autore Roberto Monaldo/LaPresse via AP
Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Immobilizzato dai poliziotti, e sotto lo sguardo degli operatori del 118, l'uomo aiuto a lungo. L'autopsia servirà ad accertare l'esatta dinamica della morte di Fakir, intanto le opposizioni chiedono un'informativa urgente al ministro dell'Interno. I commenti di Piantedosi in serata, poi gli scontri

Una persona è morta a Bologna mentre era immobilizzata a terra da due agenti di polizia e comunque sotto lo sguardo degli operatori del 118 lì presenti.

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C'è un video disturbante, ormai divenuto virale: l'uomo - il volto schiacciato sull'asfalto - chiede aiuto per alcuni lunghi minuti, poi smette di parlare e muoversi.

Nessuno si scompone, solo il frinire delle cicale sembra farsi più forte e ci ricorda il gran caldo di questi giorni. Dopo circa 30 secondi Abderrahim Fakir, così si chiamava l'uomo immobilizzato dalla polizia, viene girato su un fianco: è già morto.

Nelle indagini per la morte di Fakir quello usato dalla Procura di Bologna "non è uno scudo penale" e "riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione", ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.

Il titolare del Viminale ha parlato di "una grande tragedia", ha espresso "dispiacere" e "grande cordoglio" e ha chiesto di "avere fiducia nell'autorità giudiziaria", ha detto Piantedosi.

Nella serata di lunedì, il presidio per la verità sull'accaduto con migliala di persone in piazza a Bologna, è stata caratterizzato dagli interventi dei familiari di Fakir e da brevi scontri con le forze dell'ordine davanti alla Prefettura.

Cosa sappiamo della dinamica che ha portato alla morte a Bologna di un uomo immobilizzato dalla polizia

È il 19 luglio, è domenica e siamo al Pilastro, un quartiere periferico nella parte nord est di Bologna. Intorno a mezzogiorno il termometro nel capoluogo dell’Emilia-Romagna supera i 35 gradi.

Gli agenti sono arrivati sul posto intorno alle 12:15, hanno chiamato il 118 e circa un quarto d’ora dopo è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa.

La questura di Bologna ha diffuso una nota in cui ricostruisce i fatti: "Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza.

Gli agenti, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto.

Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei sanitari del 118". Per ora non ci sono altre informazioni o testimonianze su cosa stesse facendo Fakir.

Il fratello di Fakir, che era presente durante l’intervento insieme alla sorella, ha detto ai giornalisti che gli agenti hanno usato dello spray urticante contro Fakir, spruzzandoglielo anche in bocca.

Secondo le ricostruzioni di agenzie di stampa e giornali locali, successivamente gli agenti avrebbero deciso di immobilizzarlo tenendogli i polsi dietro la schiena con le ginocchia, nel tentativo di ammanettarlo.

Chi era Abderrahim Fakir, l'uomo morto a Bologna mentre era immobilizzato dalla polizia

L'uomo deceduto si chiamava Abderrahim Fakir, aveva 42 anni ed era di origine marocchina. Non aveva la cittadinanza italiana, anche se viveva in Italia dall'età di 7 anni quando era arrivato con la sua famiglia.

L'avvocata Barbara Spinelli che lo assisteva per la riconferma del permesso di soggiorno dichiara all'Ansa: "Aveva un'attività lavorativa, dei dipendenti e parlava come il buon padre di famiglia, anche se non aveva figli".

Negli ultimi mesi, aggiunge, aveva manifestato timori legati all'entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione. "Aveva una paura immotivata di essere mandato via dall'Italia. Io cercavo di rassicurarlo: gli dicevo che era l'ultima persona che avrebbe dovuto avere paura, perché aveva tutti i documenti in regola".

Il quotidiano Repubblica scrive che aveva "piccoli precedenti" e che si era sposato due volte: prima con una ragazza italiana e poi con una donna di origine marocchina. Viveva a Borgonuovo, frazione del comune di Sasso Marconi, poco fuori da Bologna.

I familiari hanno dichiarato ai cronisti che Abderrahim era il titolare di una ditta di facchinaggio e pulizie, in cui si occupava soprattutto di organizzare logistica e traslochi. E che al Pilastro aveva degli amici che andava spesso a trovare.

Non è chiaro se Abderrahim Fakir avesse problemi di salute. Qualche conoscente, arrivato sul posto, ha spiegato che era cardiopatico e che soffriva d’asma: per ora non ci sono conferme ufficiali.

La procura e l'azienda sanitaria di Bologna hanno aperto un'inchiesta sulla morte dell'uomo immobilizzato dalla polizia

L’autopsia probabilmente aiuterà a capire meglio la dinamica dell'incidente. Al momento la procura di Bologna, ha applicato per la prima volta la nuova norma sullo 'scudo' per gli agenti.

Non ci sono indagati, dunque, ma i nomi dei soggetti cui viene attribuito un reato commesso in presenza di una causa di giustificazione vengono iscritti nel 'registro delle annotazioni preliminari.

La questura ha comunque confermato che gli agenti intervenuti indossavano delle bodycam, piccole videocamere che servono a riprendere le operazioni di polizia, e che i video verranno messi a disposizione dei magistrati per le indagini giudiziarie.

Gli accertamenti, rende noto nella mattina di lunedì la stessa procura "terranno conto dell'intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest'ufficio) e dell'intervento degli operatori sia delle forze dell'ordine sia del personale sanitario".

Nel frattempo anche l’azienda sanitaria di Bologna ha aperto un’inchiesta interna. In una nota ha fatto sapere che "sta acquisendo tutte le informazioni disponibili" e ribadisce gli orari e le sequenze dell’intervento in via Svevo: l’ambulanza è stata inviata alle 12:17 ed è arrivata sul posto alle 12:30.

Alle 12:36 i soccorritori dell’ambulanza hanno contattato la centrale operativa per un consulto medico e, contestualmente, hanno chiesto l’invio di un’automedica, che è arrivata alle 12:53 constatando il decesso. Bisognerà capire cos'è avvenuto in quei 36 minuti.

Quali sono state le reazioni della famiglia e della politica alla morte di Abderrahim Fakir

La sorella di Abderrahim Fakir ha accusato la polizia, spiegando che "se uno è agitato tu lo devi calmare, non ammazzarlo sotto il sole".

E già la sera della stessa domenica i familiari e circa 300 persone si sono trovate al Pilastro per un presidio spontaneo di solidarietà e per chiedere che venga fatta chiarezza sulla sua morte.

Nel frattempo in giornata la vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone (M5S), inquadra la questione: "Quando una persona è affidata allo Stato, lo Stato ha il dovere di proteggerne la vita e la dignità, sempre".

E infatti sono state già annunciate due interrogazioni parlamentari al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi dalla senatrice di Avs, Ilaria Cucchi (sorella di Stefano, morto il 22 ottobre 2009 a Roma mentre era sottoposto a custodia cautelare) e dal segretario di +Europa, Riccardo Magi, che aggiunge: "Abbiamo visto un’agonia in diretta, peraltro sotto gli occhi degli operatori sanitari". Nella mattinata di lunedì anche Pd e M5S si sono uniti alla richiesta di una informativa urgente

E se per tutto il pomeriggio di domenica si è registrato il silenzio del centrodestra e dei partiti di governo che fanno propri i temi della sicurezza e della legittima difesa, in serata a intervenuto è il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami parlando di un "intervento condotto con professionalità e modalità consone da parte delle forze dell’ordine". A stretto giro ecco la Lega: "I poliziotti hanno fatto il loro dovere. Giù le mani dalla polizia".

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha invece convocato per il giorno successivo, lunedì 20 luglio alle 19:00, una manifestazione in piazza Nettuno, nel centro di Bologna, chiedendo a sua volta chiarezza dalle indagini.

Il sindacato Si Cobas ha proclamato uno stato di agitazione di 24 ore per tutta la regione e ha annunciato che "alle ore 22, bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell'Interporto di Bologna" per "un ex-iscritto".

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