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Sánchez si prende 5 settimane di ferie: quanto riposano gli altri leader europei?

Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, arriva al vertice della NATO ad Ankara (Turchia) martedì 7 luglio 2026.
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, arriva al vertice della NATO ad Ankara (Turchia), martedì 7 luglio 2026. Diritti d'autore  Osmancan Gürdoğan, Pool Photo via AP
Diritti d'autore Osmancan Gürdoğan, Pool Photo via AP
Di Marina Neila
Pubblicato il
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Il presidente del Governo avrà le vacanze estive più lunghe tra i principali leader europei, mentre la maggior parte si fermerà solo per una o due settimane. Meloni tra quelli che staccheranno meno dagli impegni

Pedro Sánchez si prenderà le ferie tra il 28 luglio e il 31 agosto, le più lunghe da quando è arrivato al governo. Il premier spagnolo resterà lontano dall’attività istituzionale per un totale di cinque settimane, un periodo che supera di gran lunga quello della maggior parte dei capi di governo europei, secondo il confronto dei calendari di vacanza pubblicato dal quotidiano El Confidencial.

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In quel periodo Sánchez dividerà il riposo tra le residenze ufficiali di Las Marismillas, nell’area di Doñana (Huelva), e La Mareta, a Lanzarote.

Va ricordato che questo periodo di vacanze coincide con una fase di forte pressione politica per il governo Sánchez. L’esecutivo deve fare i conti con uno scenario segnato dalle indagini giudiziarie che riguardano la moglie del premier, Begoña Gómez, e il fratello, David Sánchez, oltre a diversi procedimenti legati a presunti casi di corruzione che coinvolgono il PSOE.

In totale sono nove i procedimenti giudiziari in corso che delineano una situazione senza precedenti per la cerchia più stretta del presidente.

Veduta satellitare della Residenza reale di La Mareta.
Veduta satellitare della Residenza reale di La Mareta. GOOGLE MAPS

Sánchez, il leader con più giorni di vacanza

La differenza rispetto agli altri leader europei è significativa. Secondo le verifiche del quotidiano, mentre il capo del governo spagnolo godrà di cinque settimane di pausa, la maggior parte dei suoi omologhi limiterà le vacanze a 15 giorni.

Il francese Emmanuel Macron prevede di assentarsi per due o tre settimane, mentre la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, resteranno lontani dall’attività politica per non più di una o due settimane.

Oltre alla durata, cambia anche il modo di trascorrere il riposo. Macron utilizzerà la residenza ufficiale riservata ai presidenti francesi per le sue vacanze, mentre Meloni e Merz sceglieranno di alloggiare in proprietà private.

La leader italiana trascorrerà quei giorni con la famiglia, senza ricorrere a residenze istituzionali né ad altre risorse pubbliche, mentre il cancelliere tedesco alternerà tra la sua abitazione abituale e la casa per le vacanze in Baviera.

Foto d’archivio. Il presidente francese Emmanuel Macron reagisce mentre incontra i cittadini durante la parata del Giorno della Bastiglia, giovedì 14 luglio 2026
Foto d’archivio. Il presidente francese Emmanuel Macron reagisce mentre incontra i cittadini durante la parata del Giorno della Bastiglia, giovedì 14 luglio 2026 AP Photo/Christophe Ena

I leader nordici sono gli unici ad avvicinarsi al calendario di Sánchez. Lo svedese Ulf Kristersson e il finlandese Petteri Orpo avranno tra le tre e le quattro settimane di pausa, mentre la prima ministra danese, Mette Frederiksen, disporrà di circa tre settimane.

I leader che staccano di meno

Tra i leader che si prenderanno meno tempo di pausa figurano il primo ministro portoghese, Luís Montenegro, che prevede una settimana di vacanza nell’Algarve, e il greco Kyriakos Mitsotakis, che ridurrà le ferie a pochi giorni nella sua residenza di famiglia sull isola di Creta.

Ci saranno però leader che quest’estate non avranno vacanze. È il caso del britannico Keir Starmer, impegnato nella transizione politica dopo aver annunciato le dimissioni, così come dei primi ministri di Romania, Cipro, Lituania, Slovenia, Bulgaria e Lettonia, che resteranno alla guida dei rispettivi governi a causa dell’instabilità politica o perché hanno assunto l’incarico da poco.

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