Con i rapporti tra Ucraina e Polonia ai minimi da anni, il ministro della Difesa polacco ha accusato Kiev di avere abbandonato l’accordo "MiG in cambio di droni" e ha minacciato di porre il veto all’ingresso dell’Ucraina nell’UE
L’accordo previsto “MiG in cambio di droni” tra Polonia e Ucraina è saltato. Lo ha detto il ministro della Difesa polacco, Władysław Kosiniak-Kamysz, parlando con il canale Polsat News.
Kosiniak-Kamys accusa Kiev di essersi tirata indietro da una promessa di condividere la tecnologia sui droni in cambio di caccia polacchi, nonostante Varsavia avesse offerto a Kiev “un approccio molto equo, basato sulla partnership: MiG in cambio di droni”.
“Gli ucraini inizialmente lo hanno accettato, ma poi non vi hanno dato seguito. Quindi non ci sono MiG per l’Ucraina perché non ci sono droni o capacità legate ai droni per la Polonia”, ha aggiunto.
Il ministro della Difesa polacco ha ammesso che l’Ucraina dispone sia di capacità avanzate nel campo dei droni militari sia di una vasta esperienza operativa da condividere con i partner.
“Sono davvero molto bravi. Avevano accettato di farlo, ma in seguito si sono ritirati da quegli accordi”, ha dichiarato Kosiniak-Kamysz. Kiev non ha commentato le accuse.
MiG dalla Polonia e accordi sui droni dell’Ucraina
La Polonia ha trasferito 14 MiG-29 all’Ucraina nel 2023, diventando il primo Paese a fornire caccia a Kiev dopo il lancio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia nel 2022.
A gennaio, la Polonia ha approvato il trasferimento di nove caccia MiG-29 all’Ucraina.
Si tratta di aerei che Varsavia aveva programmato di ritirare dal servizio, mentre il Paese manda in pensione i velivoli di epoca sovietica a favore dei modelli statunitensi F-16 e F-35.
Ad aprile, l’Ucraina ha annunciato di volere aprire finalmente le proprie esportazioni di armi ai mercati globali. Il presidente Volodymyr Zelensky ha precisato che questo riguarderà i Paesi che hanno sostenuto l’Ucraina.
Zelensky ha inoltre spiegato che le esportazioni avranno la forma dei cosiddetti “Drone Deals”, accordi speciali sulla produzione e fornitura di droni ucraini, missili, munizioni e altre tipologie di armamenti, equipaggiamenti militari e software molto richiesti, oltre alla “messa a disposizione della nostra esperienza e allo scambio tecnologico di cui l’Ucraina ha bisogno”.
Nello stesso periodo, il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato l’avvio di un nuovo progetto per costruire una moderna flotta di droni con il supporto dell’expertise tecnica ucraina.
“La flotta di droni polacca sarà sostenuta dall’esperienza tecnica e dal know-how dei nostri amici ucraini”, ha detto Tusk.
Non è chiaro se i caccia MiG-29 via via ritirati dal servizio fossero inclusi in un possibile accordo tra Kiev e Varsavia.
Da allora, però, i rapporti tra i due Paesi vicini si sono deteriorati in modo significativo.
Prosegue il braccio di ferro diplomatico
Il ministro della Difesa polacco non ha chiarito se il braccio di ferro diplomatico tra i due Paesi abbia influito sull’accordo “MiG in cambio di droni”.
Kosiniak-Kamys ha però criticato ancora una volta la decisione dell’Ucraina di intitolare un’unità militare all’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), attivo durante la Seconda guerra mondiale.
In Ucraina, l’UPA è ampiamente commemorato per il suo ruolo nella resistenza al dominio sovietico e nella lotta per l’indipendenza del Paese.
In Polonia, il gruppo è associato soprattutto alla strage di Volinia del 1943-1945, durante la quale furono uccise decine di migliaia di polacchi nell’area dell’attuale Ucraina occidentale, allora sotto occupazione nazista.
Le violenze costarono la vita anche a migliaia di ucraini, nelle azioni di rappresaglia condotte da forze polacche.
La decisione di Zelensky è stata accolta da ampie condanne in Polonia, mentre il presidente Karol Nawrocki ha revocato al suo omologo ucraino la massima onorificenza del Paese, l’Ordine dell’Aquila Bianca.
Dopo quella decisione, Zelensky ha restituito l’onorificenza a Varsavia e ha disertato la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina tenutasi a Gdansk la scorsa settimana.
Commentando la controversia, Kosiniak-Kamysz ha affermato che l’Ucraina incontrerà notevoli difficoltà a entrare nell’UE se continua a venerare gruppi come l’UPA e l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN).
“Con (Stepan) Bandera l’Ucraina non entrerà nell’Unione europea”, ha detto il ministro polacco, riferendosi al fondatore dell’ala radicale dell’OUN, la OUN-B.