L'operazione "Azul 2.0" ha visto la collaborazione delle autorità di diversi Paesi e ha portato al sequestro di 465 kg di cocaina e 42 di hashish. Sono state arrestate tre persone e ispezionate sei imbarcazioni. Un grosso colpo alla cosiddetta autostrada della cocaina
La Polícia Judiciária (PJ) portoghese ha smantellato una "importante rotta di traffico di cocaina attraverso l’Oceano Atlantico", che ha portato al sequestro di 465 chilogrammi di cocaina e 42 chilogrammi di hashish, due imbarcazioni ad alta velocità e 800 litri di carburante.
L’operazione "Azul 2.0" (Blu 2.0), come è stata chiamata, ha mobilitato "mezzi navali in diverse zone dell’Atlantico per individuare, monitorare e intercettare imbarcazioni sospette coinvolte nel trasporto di cocaina dall’America Latina all’Europa, attraverso complesse operazioni di trasbordo in alto mare". Si legge nel comunicato della PJ.
Secondo la nota delle autorità, nella fase operativa, svoltasi tra il 27 maggio e il 15 giugno, gli sforzi si sono concentrati nel corridoio dell’Atlantico orientale, tra le isole Canarie (Spagna) e gli arcipelaghi portoghesi di Madeira e delle Azzorre.
Cos'è l'autostrada della cocaina
Gli sforzi congiunti dei vari Paesi, così come del Centro di Analisi e Operazioni Marittime (MAOC-N), di FRONTEX e di Europol, hanno portato al successo dell’operazione "Azul 2.0" (Blu 2.0), ha sottolineato la PJ, che ha collaborato con le autorità di polizia di Spagna, Francia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Oltre alla droga sequestrata, sono state arrestate tre persone e ispezionate sei imbarcazioni.
La PJ ha inoltre sottolineato in un comunicato che questo sforzo congiunto "ha permesso di infliggere un colpo significativo a quella che è conosciuta come la 'Autoestrada da Cocaína' (la cosiddetta autostrada della cocaina)". Il termine indica il corridoio atlantico situato tra le isole Canarie e le Azzorre.
L’operazione ha confermato le tendenze individuate dal Centro di Analisi e Operazioni Marittime all’inizio dello scorso anno, in particolare il ricorso sempre più frequente delle reti criminali al trasporto marittimo di cocaina per ridurre l’esposizione all’azione delle autorità nei principali porti.
Attualmente i carichi vengono trasportati attraverso l’Atlantico in più fasi. Dopo la raccolta della cocaina da parte di navi-madre in America Latina, queste percorrono centinaia o anche migliaia di miglia nautiche fino alle acque internazionali, dove il carico viene trasferito su imbarcazioni di dimensioni più ridotte in alto mare. Questo metodo consente di distribuire il rischio legato al trasporto della droga.