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NATO, Rutte vola da Trump per ricucire: tensioni sugli alleati europei dopo la guerra in Iran

Il segretario generale della NATO Mark Rutte.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Shona Murray
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L'incontro del segretario generale con Trump precede un vertice dei leader che a luglio si preannuncia teso. I rapporti restano difficili sulla guerra in Iran, con gli USA che riducono drasticamente gli impegni di difesa in Europa

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, incontra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca in un momento particolarmente delicato per i rapporti tra Washington e gli alleati europei dell’Alleanza Atlantica.

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Al centro del confronto il crescente malcontento di Trump nei confronti dei Paesi europei, accusati di non aver sostenuto adeguatamente gli Stati Uniti durante la recente guerra in Iran. Il colloquio arriva inoltre a poche settimane dal vertice NATO previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio, dove il tema dominante sarà l’aumento delle spese militari e il rafforzamento della sicurezza europea e artica.

Secondo fonti vicine all’Alleanza, Rutte è pronto a una vera e propria “offensiva diplomatica” per convincere Trump che le sue pressioni sugli alleati stanno producendo risultati concreti. Il segretario generale presenta dati che mostrano come le spese per la difesa abbiano raggiunto livelli record tra i membri europei della NATO e il Canada.

“Gli alleati europei e il Canada stanno davvero facendo la loro parte”, ha dichiarato Rutte durante l’ultima riunione dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles. “Lo scorso anno hanno aumentato la spesa di oltre 90 miliardi di dollari in termini reali rispetto all’anno precedente”.

Secondo indiscrezioni, Rutte sottolineerà anche gli effetti positivi sull’economia statunitense, evidenziando come l’aumento della produzione militare destinata agli alleati NATO stia contribuendo alla crescita dell’occupazione negli Stati Uniti.

Le relazioni tra Trump e l’Alleanza restano però estremamente tese. Il presidente americano continua a criticare diversi partner europei per il loro atteggiamento durante il conflitto con l’Iran. Alcuni Paesi avrebbero limitato o negato l’utilizzo di basi militari e spazi aerei alle forze statunitensi dirette verso il Medio Oriente.

Tra i casi più discussi c’è quello della Spagna, che avrebbe imposto restrizioni all’utilizzo del proprio spazio aereo, mentre il Regno Unito inizialmente aveva negato il supporto alle operazioni americane, salvo poi autorizzare esclusivamente missioni considerate “difensive”.

Trump ha anche minacciato di rivedere gli impegni militari statunitensi all’interno della NATO, lasciando intendere possibili riduzioni dell’assistenza prevista dalla dottrina di difesa collettiva verso quei Paesi che, secondo Washington, non contribuiscono abbastanza all’Alleanza.

“Abbiamo speso tutti questi soldi. E poi, quando chiediamo aiuto, alcuni preferiscono non aiutarci”, ha dichiarato Trump nello Studio Ovale. “Potremmo rispondere allo stesso modo”.

Le tensioni hanno già avuto conseguenze concrete. Dopo le critiche del cancelliere tedesco Frederic Merz alla strategia militare congiunta Stati Uniti-Israele in Iran, Washington avrebbe comunicato alla NATO il ritiro di 5.000 soldati americani dalla Germania.

Anche il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha adottato toni molto duri durante l’ultimo incontro ministeriale della NATO, definendo “vergognoso” l’atteggiamento di diversi alleati che hanno rifiutato di partecipare o sostenere la campagna militare.

Parallelamente, il Pentagono ha avviato una revisione dei dispiegamenti militari americani in Europa che potrebbe portare a tagli significativi della presenza statunitense nel continente.

Sul tavolo resta soprattutto la richiesta americana di aumentare le spese per la difesa fino al 5% del PIL entro il 2035. Non tutti i membri dell’Alleanza, però, sembrano pronti a rispettare gli obiettivi fissati. Alcuni Paesi, tra cui Spagna, Italia e Repubblica Ceca, vengono ancora considerati in ritardo rispetto agli standard richiesti dalla NATO.

Intanto emergono dubbi anche sul futuro dei vertici annuali dell’Alleanza. Secondo alcune fonti, i vertici NATO starebbero valutando modifiche all’organizzazione degli incontri futuri per evitare scontri politici ad alta tensione con una possibile nuova amministrazione Trump.

Il summit previsto in Albania nel 2027 potrebbe persino essere spostato se Tirana non dimostrerà progressi sufficienti nel raggiungimento dell’obiettivo minimo del 2% del PIL destinato alla difesa.

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