È in corso un’indagine sulla vendita della controllata berlinese di Gazprom, Gazprom Germania, avvenuta circa un mese dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio 2022
Le autorità tedesche hanno effettuato mercoledì una serie di perquisizioni a Berlino e Francoforte sul Meno nell’ambito di un’indagine su un presunto tentativo di sabotare leforniture energetiche della Germaniadopo l’inizio della guerra in Ucraina.
La Procura generale federale ha reso noto che gli investigatori hanno perquisito le proprietà di un cittadino russo sospettato di aver sostenuto un piano volto a compromettere la sicurezza energetica tedesca, oltre ai locali di un’altra persona non indagata nella capitale e di una società con sede a Francoforte.
Al centro dell’inchiesta c’è la controversa cessione di Gazprom Germania, ex controllata tedesca del colosso energetico russo Gazprom, avvenuta poche settimane dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Secondo i procuratori federali, la società sarebbe stata separata dal gruppo Gazprom attraverso una serie di "vendite indirette di partecipazioni" alla fine di marzo 2022. Successivamente, una società con sede a Mosca e priva di collegamenti con il settore energetico sarebbe diventata il nuovo proprietario dell’azienda.
L’accusa sostiene che il nuovo proprietario abbia poi avviato la liquidazione di Gazprom Germania, che all’epoca controllava almeno un quarto della capacità tedesca di stoccaggio del gas naturale.
"L’imputato, cittadino russo, è accusato di aver sostenuto l’attuazione della delibera di liquidazione perseguendo questo obiettivo", hanno dichiarato gli inquirenti in una nota ufficiale, precisando che al momento non sono stati effettuati arresti.
Prima dello scoppio della guerra in Ucraina, la Germania dipendeva fortemente dalle forniture energetiche russe, con Mosca che rappresentava uno dei principali esportatori di gas naturale verso il Paese. L’invasione del 2022 ha però costretto Berlino a ridurre rapidamente la propria esposizione energetica nei confronti della Russia.
L’allora cancelliere Olaf Scholz aveva sottolineato già alla fine del 2022 la necessità di evitare nuove dipendenze strategiche nel settore energetico.
"Con la Russia abbiamo visto cosa significa dipendere da una risorsa strategicamente cruciale", aveva dichiarato Scholz durante un forum economico organizzato dal quotidiano Süddeutsche Zeitung. "Non ripeteremo una seconda volta questo errore".
Negli ultimi due anni la Germania ha accelerato la diversificazione delle proprie fonti energetiche, investendo in terminali per il gas naturale liquefatto e rafforzando le importazioni da altri partner internazionali.
Parallelamente, l’Unione europea ha fissato l’obiettivo di eliminare gradualmente tutte le importazioni di gas russo entro la fine del 2027, nel quadro di una più ampia strategia per rafforzare l’autonomia energetica del blocco.
"Ci stiamo affrancando da una dipendenza dannosa dal gas russo", ha dichiarato nei mesi scorsi il ministro cipriota dell’Energia Michael Damianos, definendo la strategia europea "un passo importante verso un’Unione dell’energia autonoma".
L’indagine aperta dalla magistratura tedesca si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte delle autorità europee verso possibili operazioni di destabilizzazione legate alle infrastrutture energetiche strategiche del continente.