La delibera non ha valore di legge ma rappresenta una presa di distanza importante tra i ranghi repubblicani e la Casa Bianca. A destare preoccupazione c'è anche l'accordo per la tregua con Teheran
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che chiede al presidente Donald Trump di porre fine alla guerra in Iran.
Con 50 voti a favore e 48 contrari, il Senato a maggioranza repubblicana ha approvato il testo che chiede il ritiro delle forze USA dal conflitto, a meno che non ci sia l'autorizzazione da parte del Congresso.
Si tratta di una "concurrent resolution", una delibera che non ha valore di legge, ma che rappresenta la critica simbolica e bipartisan più significativa mossa finora alla campagna militare contro Teheran.
La mossa segna la presa di distanza del Congresso dall'agenda militare di Trump, che a inizio mandato aveva affermato di non voler impegnare le truppe statunitensi in altri conflitti.
L'ex tycoon non ha mai chiesto l'autorizzazione del Congresso prima di attaccare l'Iran e questo ha causato insofferenza tra i ranghi repubblicani. Tuttavia, la preoccupazione è aumentata con l'accordo preliminare di cessate il fuoco raggiunto con il regime di Teheran.
In particolare, l'accordo prevede un fondo di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran dopo la guerra. Una cifra significativa, soprattutto se confrontata con i 1.7 miliardi di dollari forniti a Teheran dall'amministrazione Obama nel quadro dell'accordo sul nucleare del 2015.
"Credo che il presidente Trump stia ricevendo pessimi consigli sull'Iran", ha dichiarato il senatore repubblicano Ted Cruz la scorsa settimana durante il suo podcast.
Il voto intanto ha confermato le tensioni interne al Partito repubblicano mentre il clima politico è difficile in vista delle elezioni di metà mandato.
L'iniziativa era stata promossa dal Partito Democratico, ma nelle ultime settimane ha raccolto il sostegno anche nei banchi opposti. Quattro senatori repubblicani hanno votato a favore della risoluzione, mentre il senatore democratico John Fetterman ha votato contro.
"Il potere più solenne del Congresso è il potere di dichiarare guerra, un potere che non spetta al presidente", ha dichiarato prima del voto il senatore Tim Kaine, democratico della Virginia e uno dei principali promotori della misura sui poteri di guerra.