Achraf Hakimi, impegnato ai Mondiali con il Marocco, dovrà affrontare un processo davanti a un tribunale penale per lo stupro denunciato da una giovane nel febbraio 2023. La decisione è stata presa venerdì dalla corte d’appello di Versailles
La Corte d’appello di Versailles ha confermato il rinvio a giudizio di Achraf Hakimi davanti a una corte penale con l’accusa di stupro. La decisione arriva mentre il difensore marocchino è impegnato in Coppa del Mondo e si prepara a disputare la seconda partita contro la Scozia, venerdì sera a Boston, negli Stati Uniti.
La camera dell’istruzione ha respinto il ricorso presentato dal calciatore contro la decisione del giudice istruttore, emessa alla fine di febbraio. In un comunicato ufficiale, la Corte ha spiegato che “le indagini svolte durante l’inchiesta e l’istruzione giudiziaria hanno portato la camera dell’istruzione a ritenere che esistano elementi sufficienti a carico del signor Achraf Hakimi tali da giustificare il suo rinvio a giudizio davanti alla corte penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine”.
Al momento non è stata ancora fissata una data per il processo.
Pochi minuti dopo la decisione della Corte d’appello, Hakimi ha pubblicato un messaggio sul social X dichiarando di attendere il processo “con impazienza”.
“Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo attendo con impazienza. Finalmente potrò parlare”, ha scritto il giocatore marocchino.
Nel corso dell’udienza dello scorso maggio, il difensore del PSG aveva chiesto il non luogo a procedere in merito ai fatti contestati, risalenti al febbraio 2023.
Secondo la denuncia, una giovane donna avrebbe conosciuto Hakimi su Instagram nel gennaio 2023 e successivamente si sarebbe recata presso l’abitazione del calciatore con un’auto con conducente prenotata dallo stesso giocatore. La donna ha raccontato agli investigatori che il calciatore l’avrebbe baciata e avrebbe compiuto atti sessuali senza il suo consenso, fino ad arrivare allo stupro.
La giovane sarebbe poi riuscita a lasciare l’abitazione grazie all’aiuto di un’amica, contattata tramite SMS.
Achraf Hakimi era stato formalmente messo sotto inchiesta e posto sotto controllo giudiziario nel marzo 2023, pochi giorni dopo la denuncia.