In totale, il governo francese ha annunciato che 13 milioni di euro saranno destinati al settore della pesca per coprire i costi sostenuti per i carburanti ad aprile e maggio
Gestione delle risorse, prezzi dei carburanti, concorrenza straniera: si tratta di temi centrali per i pescatori francesi e gli altri operatori del settore marittimo riuniti a Cherbourg. Ad aprile i lavoratori del comparto ittico hanno protestato contro l'inflazione, dalla Normandia fino alla Corsica. Il recente accordo quadro firmato da Iran e Stati Uniti dà ai pescatori la speranza di un calo dei prezzi.
Il problema è d'altra parte ormai particolarmente grave. A maggio, il carburante ha rappresentato infatti fino al 60% dei costi di esercizio per gli armatori. Di conseguenza alcuni operatori hanno dovuto ridurre le uscite in mare: in questo contesto, ad aprile il governo francese ha adottato alcune misure a sostegno delle imprese del settore. È stato introdotto ad esempio un aiuto di 20 centesimi al litro di carburante per aprile e di 35 centesimi al litro per maggio.
Il governo francese ha promesso aiuti per i pescatori
In totale, il governo aveva annunciato che 13 milioni di euro saranno concessi al settore della pesca per coprire i costi sostenuti nei mesi di aprile e maggio. Nel canale della Manica i pescatori devono anche convivere con l’acquacoltura, i parchi eolici offshore e il traffico marittimo.
I piccoli pescatori sperano che presto la fascia costiera francese sia interdetta alle navi oltre i 25 metri di lunghezza. Sulla costa atlantica, l’anno prossimo la pesca potrebbe essere temporaneamente vietata nel Golfo di Biscaglia per proteggere i delfini. Infine, i pescatori chiedono misure per modernizzare e decarbonizzare la flotta da pesca.