Sui social circolano vecchi filmati e frasi di politici estrapolate dal contesto, nel tentativo di mettere in luce le tensioni tra Stati Uniti ed Europa
Una serie di affermazioni fuorvianti e di video si è diffusa sui social media all’indomani del vertice del G7 a Evian, in Francia. I leader dei Paesi del Gruppo dei 7, oltre all’UE e ad altri Stati invitati, si sono riuniti lì per discutere delle sfide geopolitiche globali, come i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, e dell’economia mondiale.
Molte di queste affermazioni si concentrano sulle interazioni del presidente statunitense Donald Trump con i leader europei e su ciò che avrebbero detto di lui. The Cube, il team di fact-checking di Euronews, ha esaminato alcune delle dichiarazioni più virali che circolano in rete.
Secondo un post, Trump avrebbe dichiarato al vertice che "l’Europa è diventata woke" e che in molti luoghi non è più riconoscibile, mentre Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia avrebbero preso la direzione opposta.
Il post condivide un filmato in cui il presidente pronuncia effettivamente quelle frasi, ma si può capire che non si tratta del G7 per la presenza della grafica ufficiale della Casa Bianca sullo sfondo.
Il video proviene in realtà da una conferenza stampa di febbraio, in cui il presidente statunitense ha criticato le politiche europee in materia di energia e immigrazione.
"Voglio che l’Europa si rafforzi, l’Europa è diventata woke", ha detto ai giornalisti il 20 febbraio. "L’Europa non è riconoscibile quando si va in così tanti posti. Non tutti i Paesi. Se guardate all’Ungheria, alla Polonia, alla Repubblica Ceca, alla Slovacchia… Ci sono Paesi che hanno preso una strada molto diversa".
"L’Europa viene massacrata su due fronti", ha aggiunto Trump nel discorso. "Energia e immigrazione". The Cube ha già smontato molte delle sue affermazioni relative alle politiche europee in materia di energia e migrazione.
Altri utenti dei social media hanno preso in giro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, condividendo video che, a loro dire, mostrerebbero Trump che lo ignora e gli volta le spalle.
In uno di questi video sembra effettivamente che Trump si giri per salutare la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen proprio mentre Zelenskyy si avvicina, ma ci sono poche prove che l’abbia deliberatamente ignorato.
I due si sono incontrati almeno una volta a margine del vertice all’inizio di questa settimana. Trump ha definito l’incontro "buono" e ha chiesto alla Russia di trovare un accordo con l’Ucraina per porre fine all’invasione del Paese.
Zelensky, dal canto suo, ha affermato di aver sollevato, nei colloqui con Trump, la possibilità di costruire in Ucraina intercettori per i sistemi antimissile Patriot.
Un’altra affermazione che circola online sostiene che il presidente francese Emmanuel Macron abbia detto che "non sono gli americani o Trump a decidere il futuro della Francia, né a decidere le leggi francesi o europee". Si tratta di una citazione in parte corretta, ma che è stata estrapolata dal contesto.
Macron ha rilasciato un’intervista a TF1 durante il G7, in cui il canale francese gli ha chiesto se avrebbe ceduto alle pressioni di Trump per abolire la tassa sui servizi digitali applicata ai colossi tecnologici globali. Il presidente statunitense aveva infatti minacciato dazi del 100% sul vino e sullo champagne francesi.
Le tasse sui servizi digitali sono prelievi temporanei applicati alle grandi aziende tecnologiche multinazionali, come Google e Meta, che generano ricavi da servizi digitali in Paesi dove non hanno una presenza fisica. Alcuni Paesi europei hanno introdotto misure di questo tipo, con aliquote e regole che variano da Stato a Stato.
La Francia, ad esempio, applica un’aliquota del 3% sulle interfacce digitali, sulla pubblicità online e sui dati degli utenti, oltre a un’aliquota dell’1,2% sui servizi di streaming. L’Austria impone invece un’imposta del 5% sui ricavi della pubblicità online, mentre l’Ungheria applica l’aliquota più alta d’Europa, pari al 7,5% sulla pubblicità digitale.
Altri Paesi con tasse analoghe sui servizi digitali sono l’Italia, la Polonia, il Portogallo, la Spagna e il Regno Unito.
Nell’intervista a TF1, Macron ha affermato che non avrebbe ceduto alle minacce di Trump perché "non funziona così". Ha spiegato che la tassa sui servizi digitali è una legge decisa e attuata da diversi Paesi europei.
Ha effettivamente detto che gli Stati Uniti non decidono le leggi francesi o europee, ma non ha chiamato in causa Trump in modo specifico.
"È normale, e non sarà diverso finché sarò qui", ha dichiarato Macron. "Avremo quindi una discussione rispettosa ma ferma".