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Patto migranti Ue: i Paesi che si rifiutano di accogliere i richiedenti asilo pagano una multa?

Alcuni membri di un gruppo di circa 30 migranti in cerca di asilo vengono ripresi a Bialowieza, in Polonia, il 28 maggio 2023.
Alcuni membri di un gruppo di circa 30 migranti in cerca di asilo sono stati fotografati a Bialowieza, in Polonia, il 28 maggio 2023. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Noa Schumann
Pubblicato il
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Il nuovo Patto Ue sulla migrazione è operativo, ma è già bersaglio di fake news. Diversi esponenti dell'estrema destra francese hanno affermato che l'Unione europea multerà i Paesi che non vorranno accogliere i richiedenti asilo. Ma è davvero così?

Dopo anni di negoziati tra gli Stati membri dell’UE, il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo è finalmente operativo.

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Il pacchetto, adottato nel maggio 2024 ed entrato ufficialmente in vigore il 12 giugno, punta a rafforzare le procedure alle frontiere e a riformare il sistema d’asilo del blocco.

La normativa è diventata subito bersaglio di notizie false e fuorvianti.

Uno degli elementi più discussi è un nuovo meccanismo di solidarietà pensato per sostenere gli Stati membri sottoposti alla maggiore pressione migratoria. Negli ultimi anni Paesi come Italia, Grecia, Cipro e Spagna hanno ricevuto il numero più elevato di migranti e richiedenti asilo in arrivo via terra e via mare.

Diversi esponenti del Rassemblement National, partito di estrema destra francese, hanno criticato il Patto sulla migrazione, sostenendo che consentirebbe all’UE di multare i Paesi che rifiutano di accogliere migranti.

Marine Le Pen ha affermato in un post su X che il patto "obbligherà gli Stati membri dell’Unione europea ad accogliere migranti, pena il pagamento di multe".

Un altro post del Rassemblement National sostiene che i Paesi inadempienti potrebbero incorrere in una multa sarebbe di 20mila euro per ogni migrante.

Ma descrivere la normativa in questi termini è fuorviante e la priva del contesto più ampio.

Un meccanismo di solidarietà

In base alle attuali norme europee in materia di asilo, lo Stato membro in cui un migrante irregolare entra per la prima volta è in linea di massima responsabile dell’esame della sua domanda d'asilo.

Ciò ha scaricato un onere sproporzionato sui Paesi di prima linea come Italia, Grecia, Spagna e Cipro, che la Commissione europea identifica come gli Stati membri sottoposti alla maggiore pressione migratoria.

Per correggere questo squilibrio, il Patto sulla migrazione e l’asilo introduce un meccanismo di solidarietà volto a garantire una ripartizione più equa delle responsabilità all’interno dell’Unione europea.

Il sistema si basa su quella che la Commissione europea definisce una "solidarietà obbligatoria ma flessibile".

Migranti lasciano il centro di accoglienza di Pournara, Cipro, 28 ottobre 2022
Migranti lasciano il centro di accoglienza di Pournara, Cipro, 28 ottobre 2022 AP Photo/Petros Karadjias

Con le nuove regole, tutti gli Stati membri sono tenuti a contribuire al meccanismo. Non sono però obbligati a farlo accogliendo richiedenti asilo provenienti dagli Stati membri di prima linea.

La ricollocazione è infatti solo una delle diverse forme possibili di contributo. Gli Stati membri possono invece offrire sostegno operativo, finanziare misure di gestione delle frontiere, fornire attrezzature e personale oppure versare contributi finanziari.

È proprio quest’ultima opzione a essere stata interpretata in modo errato da alcuni politici.

I Paesi che scelgono di non accogliere alcun richiedente asilo tramite la ricollocazione possono invece versare 20mila euro per ciascuna persona che decidono di non ricevere. I fondi vengono poi destinati agli Stati membri che affrontano la maggiore pressione migratoria.

Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato a The Cube, il team di fact-checking di Euronews, che "gli Stati membri hanno piena discrezionalità nello scegliere una qualsiasi di queste misure di solidarietà".

Migranti seguono le autorità dopo il loro arrivo nel porto di Shengjin, Albania, 28 gennaio 2025
Migranti seguono le autorità dopo il loro arrivo nel porto di Shengjin, Albania, 28 gennaio 2025 AP Photo/Vlasov Sulaj

Il pagamento non è quindi una multa imposta ai governi che rifiutano i migranti, come hanno lasciato intendere Le Pen e altri esponenti del Rassemblement National. È piuttosto una forma alternativa di partecipazione al meccanismo di solidarietà istituito dal patto.

Almeno 30mila richiedenti asilo rientreranno nella misura di ricollocazione, secondo il testo della normativa, che prevede anche almeno 600 milioni di euro di contributi finanziari.

Tuttavia, questa fase iniziale di attuazione del patto ha già messo in evidenza le sensibilità politiche che lo circondano.

Secondo Euronews, gli Stati membri hanno promesso meno di 9mila ricollocazioni per il 2026, con molti governi che preferiscono contributi finanziari o altre forme di sostegno al posto dell’accoglienza di richiedenti asilo.

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