Il Tribunale di Sorveglianza di Milano concede ad Alberto Stasi l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ecco le ultime tappe giudiziarie, dalla semilibertà alla decisione che lo porta fuori dal carcere
Alberto Stasi lascia il carcere di Bollate. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza della difesa concedendogli l’affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa alla detenzione che gli consentirà di scontare all’esterno il residuo della pena a cui è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.
La decisione arriva al termine di un percorso graduale di benefici penitenziari ottenuti negli ultimi anni e rappresenta l’ultimo sviluppo della sua posizione esecutiva, indipendente da eventuali future iniziative della difesa sul fronte della revisione del processo.
L'udienza al tribunale di sorveglianza si è dunque svolta oggi, il collegio si è riservato di decidere e depositerà il provvedimento entro cinque giorni. L'eventuale concessione della misura alternativa non e' collegata a un possibile procedimento di revisione del processo, per il quale la difesa di Stasi intende presentare istanza.
Dalla detenzione al lavoro esterno
Stasi sta scontando dal 2015 la condanna definitiva a 16 anni di reclusione. Negli anni trascorsi nel carcere di Bollate ha ottenuto una serie di benefici legati alla condotta tenuta durante l’esecuzione della pena.
Già nel 2023 era stato ammesso al lavoro esterno, potendo uscire dall’istituto penitenziario per svolgere la propria attività professionale come contabile e rientrare successivamente in carcere. Il percorso trattamentale e le relazioni positive redatte dagli operatori e dagli educatori di Bollate hanno costituito uno degli elementi centrali nelle successive valutazioni dei giudici.
La semilibertà concessa nel 2025
Una tappa fondamentale è arrivata nell’aprile del 2025, quando il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di semilibertà avanzata dai suoi legali.
Con quel provvedimento Stasi aveva ottenuto la possibilità di trascorrere gran parte della giornata fuori dal carcere, non soltanto per motivi di lavoro, facendo rientro in istituto nelle ore notturne. La decisione era arrivata dopo la valutazione del suo percorso detentivo e nonostante le perplessità espresse dalla Procura generale in relazione a un'intervista televisiva rilasciata durante un permesso premio.
Già in quella fase gli osservatori ritenevano probabile un successivo accesso all’affidamento in prova, una volta maturati i requisiti previsti dalla normativa e ridotta ulteriormente la pena residua.
Il parere favorevole della Procura generale
L’ultima udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza si è svolta a Milano a porte chiuse. Durante il procedimento, la Procura generale ha espresso parere favorevole alla concessione dell’affidamento in prova, valorizzando il comportamento tenuto da Stasi durante la detenzione, il percorso svolto in semilibertà e le valutazioni positive formulate dall’équipe del carcere di Bollate.
Elementi che, insieme alla parte finale della pena ancora da scontare e ai benefici già ottenuti negli anni precedenti, hanno contribuito alla decisione dei giudici.
L’uscita dal carcere
Con il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza, Stasi esce definitivamente dal carcere di Bollate e continuerà a scontare la pena in affidamento ai servizi sociali.
Secondo quanto emerso, continuerà a lavorare nell’azienda presso la quale è impiegato da tempo come responsabile amministrativo. La misura alternativa non comporta l’estinzione della pena, ma ne modifica le modalità di esecuzione, prevedendo controlli e prescrizioni stabilite dall’autorità giudiziaria.
L’affidamento in prova rappresenta dunque l’ultimo passaggio del percorso penitenziario di Alberto Stasi, il cui fine pena è previsto nel 2028, tenendo conto anche dei benefici maturati durante la detenzione. La decisione, inoltre, non è collegata alle iniziative che la difesa potrebbe intraprendere sul piano processuale per chiedere una revisione della condanna.