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FMI: “Economia russa in peggioramento nonostante la crescita rivista al rialzo”

ARCHIVIO: la direttrice generale del FMI Kristalina Georgieva durante una conferenza stampa alle riunioni di primavera di Banca Mondiale e FMI a Washington, il 17 aprile 2026
ARCHIVIO: La direttrice del FMI Kristalina Georgieva alla conferenza stampa delle riunioni di primavera della Banca Mondiale e del FMI a Washington, 17 aprile 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Sasha Vakulina
Pubblicato il
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La direttrice del FMI Kristalina Georgieva avverte che l’economia russa si sta indebolendo strutturalmente tra sanzioni, inflazione e perdita di capitale umano, nonostante le nuove stime di crescita

Dopo due anni di risultati economici relativamente solidi, sostenuti anche dalla riconversione verso un’economia di guerra, la Russia sta entrando in una fase di progressivo indebolimento strutturale. A lanciare l’allarme è stata la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale International Monetary Fund Kristalina Georgieva, in un’intervista a Euronews.

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Nonostante il FMI abbia leggermente rivisto al rialzo le previsioni di crescita della Russia per il 2026 - dallo 0,8% all’1,1% - Georgieva ha sottolineato che questo dato non riflette il peggioramento complessivo dell’economia del Paese.

“I prezzi più alti del petrolio danno un po’ di respiro alla Russia”, ha spiegato, “ma non sono sufficienti a compensare i danni più profondi subiti dal sistema economico”. Secondo la direttrice del FMI, le entrate aggiuntive vengono oggi utilizzate soprattutto per ricostruire riserve finanziarie, più che per stimolare nuovi investimenti produttivi.

Georgieva ha evidenziato come la crescita economica si sia già significativamente ridotta: “Ora prevediamo circa l’1%, mentre prima della guerra il potenziale era stimato intorno all’1,6%”. Un rallentamento che, secondo il FMI, si accompagna a un contesto di inflazione elevata e tassi di interesse vicini al 15%.

Le prospettive di medio e lungo periodo risultano inoltre compromesse da tre fattori principali. Il primo è la crisi demografica aggravata dalla perdita di una parte consistente della popolazione giovane. Il secondo riguarda l’impatto delle sanzioni internazionali, che stanno colpendo in modo particolare il settore tecnologico e limitando la capacità di innovazione dell’industria energetica.

“Nel settore petrolifero e del gas vediamo un problema serio legato alla mancanza di rinnovo tecnologico”, ha osservato Georgieva, sottolineando i limiti crescenti alla capacità di espansione del comparto.

Il terzo elemento è la perdita di peso e prestigio internazionale della Russia, con conseguenze sia economiche che sociali. Secondo Georgieva, l’isolamento sta riducendo le opportunità di scambio, collaborazione e crescita per le nuove generazioni.

“Nel complesso, la Russia esce da questo periodo profondamente indebolita”, ha concluso.

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