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Tribunale ceco decide l’estradizione della neonazista Marla Svenja Liebich

Il neonazista Liebich
Il neonazista Liebich Diritti d'autore  picture alliance/dpa | Sebastian Willnow
Diritti d'autore picture alliance/dpa | Sebastian Willnow
Di Faupel Lutz
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Il tribunale regionale di Pilsen ha deciso: la neonazista Marla Svenja Liebich sarà estradata in Germania. In precedenza Liebich si era opposta

Il tribunale regionale di Plzeň, in Repubblica Ceca, ha disposto l’estradizione in Germania di Marla Svenja Liebich, la militante dell’estrema destra tedesca condannata e ricercata dopo la sua fuga per evitare l’inizio della pena detentiva.

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La decisione è arrivata dopo mesi di indagini e cooperazione giudiziaria europea. Liebich, arrestata in Repubblica Ceca nell’aprile 2026 in esecuzione di un mandato di arresto europeo, si trovava in custodia cautelare in attesa del procedimento di consegna alle autorità tedesche.

Secondo quanto stabilito dal tribunale, la persona dovrà essere trasferita in Germania per scontare la condanna a un anno e mezzo di reclusione per reati legati all’istigazione all’odio e ad altre contestazioni penali. La decisione non è ancora definitiva: la difesa potrà presentare ricorso alla Corte d’appello di Praga entro otto giorni.

Durante il procedimento, Liebich ha contestato l’estradizione sostenendo di temere per la propria incolumità in caso di detenzione in un carcere tedesco, opponendosi quindi al trasferimento.

La vicenda ha assunto anche una forte dimensione mediatica e politica in Germania. Dopo la condanna, infatti, Liebich ha modificato il proprio genere anagrafico attraverso la legge tedesca sull’autodeterminazione entrata in vigore nel 2024, tema che ha alimentato un acceso dibattito pubblico sulle conseguenze applicative della normativa in ambito penitenziario.

Nel 2025 la donna era scomparsa dopo non essersi presentata all’inizio della pena detentiva nel carcere previsto a Chemnitz, dando origine a una vasta operazione di ricerca a livello europeo. È stata poi rintracciata e arrestata in Repubblica Ceca grazie a un mandato d’arresto europeo.

Con la decisione di Plzeň, il caso entra ora nella fase finale del procedimento di estradizione, che determinerà il ritorno della detenuta in Germania per l’esecuzione della pena.

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