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Ucraina, ex premier Yatsenyuk a Euronews: "Putin uomo del KGB, UE non lo sottovaluti"

Arseniy Yatsenyuk, ex primo ministro ucraino
Arseniy Yatsenyuk, ex primo ministro ucraino Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Sasha Vakulina
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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In un'intervista a Euronews, l'ex premier ucraino Yatsenyuk avverte l'UE sui negoziati con Mosca: "Putin è del KGB, capisce solo la forza". Per Yatsenyuk, il Cremlino non vuole la pace ma usa i colloqui per guadagnare tempo e puntare alla resa dell'Ucraina e dell'Europa

"Non sottovalutate questo criminale di guerra. Non è uno stupido. È un uomo del KGB". Lo ha dichiarato l’ex primo ministro ucraino Arseniy Yastenyuk riferendosi a Vladimir Putin circa l'ipotesi di un inviato dell'UE per colloqui diretti con il Cremlino.

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"Putin sceglierà qualcuno che può mettere al suo servizio", ha aggiunto Yastenyuk.

In un'intervista a Europe Today di Euronews, Yastenyuk ha condiviso i suoi consigli su eventuali negoziati con Putin, basandosi sulla propria esperienza di incontri con il leader russo.

"Capisce subito se sei debole o forte. Per così dire, annusa ogni persona che incontra", ha detto Yastenyuk.

"Tutto dipende dalla persona che si troverà a parlare con Putin e dal fatto che questa figura politica di primo piano disponga o meno di ulteriori 'munizioni' a sostegno della propria posizione", ha spiegato.

Eppure, secondo Yastenyuk, indipendentemente dalle iniziative discusse tra i leader dell'UE, Mosca non ha alcuna intenzione di parlare con Bruxelles.

"Putin non ha alcuna voglia, non è pronto a nessun tipo di colloquio in questo preciso momento. Forse accetterebbe una sorta di negoziatore solo per un motivo molto semplice e ovvio: guadagnare tempo, ancora una volta cercare di avere la meglio su di noi e fregarci".

"Putin non è disposto a ricevere nessuno"

Yatsenyuk ha insistito che la questione non riguarda i nomi dei possibili candidati, ma la linea politica dell’Europa.

"L’unico linguaggio che Putin capisce è quello della forza", ha detto.

In questa fase, il presidente russo non è "pronto a ricevere nessuno. Ma Putin è pronto ad accettare la resa dell’Ucraina e, in realtà, dell’Europa. E dobbiamo esserne consapevoli".

Yatsenyuk ha spiegato a Euronews che è anche per questo che la Russia ha intensificato le sue minacce non solo contro l'Ucraina, ma anche contro i diplomatici europei a Kiev e negli Stati baltici.

"La Russia rappresenta una minaccia enorme per la sicurezza dell'Unione europea ed era evidente che avrebbe cercato di intimidire tutti, in primo luogo l'UE", ha affermato, commentando le recenti incursioni di droni nei Paesi baltici.

"Questo fa parte della guerra per procura condotta dalla Russia contro l’Unione europea e la NATO. Vogliono intimidire i cittadini dell'UE e pensano che, così facendo, spingeranno gli europei a voltare le spalle agli ucraini".

Uno scenario che, a suo giudizio, "non si realizzerà mai", ha detto, spiegando perché il Cremlino ha intensificato ora le minacce.

"Putin sta perdendo la guerra. Perché si aspettava di conquistare l'Ucraina 12 anni fa", ha dichiarato Yastenyuk, che era primo ministro dell'Ucraina quando la Russia avviò la prima invasione nel 2014 e annesse la Crimea.

"Poi ha lanciato una guerra totale ed era convinto di prendere Kiev in tre giorni. Alla fine ha perso circa un milione e mezzo di soldati russi".

Con l’economia russa che comincia a risentire dei colpi e ora è "in picchiata", "c’è una sorta di fermento anche all’interno della Russia su quale sia la via d’uscita migliore per Putin", ha affermato.

Per questo, secondo Yatsenyuk, l’unica opzione che resta a Putin è l’escalation.

"In gioco ci sono la sua sopravvivenza fisica, come Vladimir Putin, e la sua sopravvivenza politica come presidente della Russia. Dunque alzerà il livello dello scontro".

Il vantaggio della Cina

Yastenyuk ha inoltre sottolineato che la situazione politica globale è cambiata in modo radicale.

"Gli europei devono capire che questa guerra non riguarda solo l'Ucraina e non solo Putin, ma tutti questi assi del male che agiscono sotto l'egida della Cina".

"La Cina ha ancora il coltello dalla parte del manico in questa guerra ed è complice", ha affermato, respingendo la posizione ufficiale di "neutralità" di Pechino.

"È partner strategico di Putin. Ha firmato numerosi accordi e fornisce alla Russia putiniana la linfa vitale, sia finanziaria sia in materiali a duplice uso, cioè militari".

Le possibilità di collaborare con Pechino affinché eserciti pressioni su Mosca "sono molto basse, ma esistono comunque".

"Questo potrebbe aprire la strada a veri colloqui con Putin, perché finora non c’è mai stato un vero negoziato".

Neppure gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti sono riusciti a fare pressione sul Cremlino, ha aggiunto Yatsenyuk, criticando l'incontro del presidente americano Donald Trump con Putin in Alaska lo scorso anno.

"Non aveva nulla a che vedere con veri colloqui di pace. È stata una speciale operazione del KGB finalizzata soltanto ad avere la meglio sia sugli americani sia sugli ucraini e ad aggirare le sanzioni".

Mosca puntava anche a creare una frattura tra americani ed europei, ha sostenuto, aggiungendo che "ora è diventato evidente anche per gli stessi americani che i russi non avevano alcuna intenzione di condurre veri colloqui".

E in assenza di una reale pressione diplomatica, la Russia è riuscita a far salire di livello la propria aggressione oltre i confini dell’Ucraina, minacciando apertamente i Paesi europei. In alcuni di essi, la settimana scorsa, sono risuonate per la prima volta le sirene d’allarme antiaereo, dando un nuovo senso di urgenza alla questione della preparazione alla difesa dell'UE.

"Vorrei che ogni singolo cittadino europeo fosse al sicuro. Ma allo stesso tempo vorrei che tutti capissero che potrete essere al sicuro solo in un caso: se noi ucraini vinceremo questa guerra, punto", ha concluso Yastenyuk.

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