In Spagna, la Corte Suprema ha respinto la sospensione cautelare della regolarizzazione straordinaria degli immigrati voluta dal governo Sánchez, malgrado i ricorsi presentati dalla Comunità di Madrid e da Vox
In Spagna, il Tribunale Supremo ha respinto la richiesta di sospendere in via cautelare la regolarizzazione straordinaria dei migranti portata avanti dal governo di Pedro Sánchez, come avevano chiesto la Comunità di Madrid e Vox, tra gli altri.
Il Supremo ha preso questa decisione dopo aver celebrato cinque udienze in cui ha ascoltato le argomentazioni dei cinque ricorrenti – il governo regionale del Partito Popolare, Isabel Díaz Ayuso, Vox, Hazte Oír, l'Associazione per la Riconciliazione e la Verità Storica e l'Associazione Libertà e Giustizia – e dell'esecutivo, che ha chiesto di non fermare il provvedimento. Le cinque udienze di questo venerdì si terranno in successione; sia i ricorrenti sia l'Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del governo, sosterranno le proprie posizioni.
Le argomentazioni dei ricorsi
Per l'adozione di misure cautelari, la Comunità di Madrid sostiene che la norma "incide gravemente" sulla prestazione dei servizi pubblici, senza finanziamenti o mezzi per sostenere le comunità autonome.
Il partito di estrema destra Vox ritiene che il decreto reale porterà al collasso dei servizi pubblici, a maggiori difficoltà di accesso alla casa e a più insicurezza nelle strade.
Da parte sua, Hazte Oír, un'associazione spagnola ultracattolica, ultraconservatrice e di destra radicale, sostiene tra i suoi motivi che il procedimento costituisce una frode di legge e che la sua attuazione provocherebbe un danno irreversibile.
Il provvedimento aumenterà i contributi sociali
L'Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del governo, si oppone alla sospensione del provvedimento perché il blocco del decreto reale danneggerebbe "gravemente" l'interesse generale. A suo avviso, il rilascio delle autorizzazioni di soggiorno non avrà impatto sui diversi servizi pubblici, poiché le persone destinatarie della misura – quelle che risiedono in Spagna da prima del 1° gennaio – già utilizzano tali servizi.
Questa regolarizzazione, secondo l'esecutivo spagnolo, permetterà ai beneficiari di accedere al "pieno esercizio dei diritti riconosciuti dall'ordinamento giuridico", incluso il lavoro. Ciò non solo favorirà la loro integrazione, ma aumenterà anche i contributi sociali grazie al loro inserimento nel mercato del lavoro.
L'ammissione all'esame delle domande non è automatica
Il governo ha ricevuto 549.596 domande per la regolarizzazione straordinaria dei migranti, delle quali 91.505 sono state ammesse all'esame. L'avvocato dello Stato, in rappresentanza del governo, ha fornito questi dati per sostenere che l'ammissione all'esame delle domande, che comporta la concessione di un permesso provvisorio di soggiorno e lavoro, non avviene in modo automatico.
La comunicazione di ammissione all'esame viene inviata dopo il controllo dei documenti presentati per verificare il rispetto dei requisiti essenziali. Il decreto reale per la regolarizzazione è entrato in vigore lo scorso 16 aprile con l'obiettivo di concedere un permesso di soggiorno e lavoro a circa 500.000 persone che già vivono nel Paese. Nelle prime due settimane sono arrivate circa 200.000 richieste di adesione al processo e il termine scade il prossimo 30 giugno.