Il prossimo Qfp ha innescato un duro braccio di ferro tra Commissione europea, che proponeva un piano da 1.800 miliardi, Parlamento europeo, che chiede altri 200 miliardi, e Paesi "frugali", decisi a tagliare la spesa
Mentre il Parlamento europeo si prepara a un voto cruciale il 18 maggio, gli eurodeputati chiedono un piano di spesa da 2.000 miliardi di euro: quasi 200 miliardi in più rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.
Gli Stati membri più frugali, guidati da Germania e Paesi Bassi, chiedono invece una rigorosa austerità.
Il quadro finanziario pluriennale (Qfp) è il bilancio a lungo termine dell’Ue per i prossimi sette anni. Fissa il massimale della spesa annuale nei diversi ambiti di intervento. Nel luglio 2025, la Commissione ha presentato la sua proposta per il Qfp 2028–2034, nel tentativo di bilanciare priorità tradizionali come l’agricoltura con nuove esigenze come la difesa.
Il piano è gravato dalla "trappola degli interessi": l’enorme costo del rimborso dei prestiti pandemici del programma NextGenerationEU, che potrebbe assorbire il 10 per cento del bilancio complessivo.
La Commissione ha cercato di mantenere un tetto di spesa all’1,26 per cento, ma ad aprile la commissione BUDG del Parlamento ha risposto con una relazione intermedia ambiziosa, sostenendo che un bilancio più ridotto si tradurrebbe in un taglio «in termini reali» ai servizi essenziali.
Le nuove richieste rischiano di provocare il caos, perché fanno leva sull’unico vero potere del Parlamento: il diritto di rifiuto. Nell’ambito della "procedura di approvazione", gli eurodeputati non possono modificare l’accordo finale: possono solo dire "sì" o "no". Minacciando di bocciare il piano da 2.000 miliardi, il Parlamento rischia uno stallo totale nel cruciale vertice di giugno.
L’Ue riuscirà a superare questo stallo? E qual è la soluzione: austerità o spesa? Il nostro sondaggio è anonimo e richiede solo pochi secondi per essere compilato.
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