Numeri record per il concorso EPSO 2026: oltre 170.000 candidati per 1.490 posti. L'Italia domina la classifica con 80.000 iscritti, tra sogni di gloria e fuga dei cervelli
Dimenticate i vecchi concorsi comunali sotto casa. Oggi la vera "Terra Promessa" per i laureati si trova tra i palazzi di vetro di Bruxelles. I numeri del maxi concorso EPSO 2026 per amministratori (grado AD5) descrivono un vero e proprio cortocircuito tra vocazione e necessità: oltre 174.922 persone hanno inviato la candidatura per conquistare uno dei 1.490 posti disponibili nella lista di riserva.
Il dato che lascia a bocca aperta è la provenienza geografica di questo esercito di aspiranti eurocrati. L’Italia non solo partecipa, ma domina: quasi un candidato su due è nostro connazionale. Parliamo di circa 80.000 italiani (precisamente 79.450), il 45 per cento del totale. Per dare un’idea della sproporzione, la Spagna, seconda in classifica, si ferma a poco meno di 14.000 domande.
Cosa spinge migliaia di giovani a sfidare una probabilità di successo così bassa?
Sicuramente lo stipendio fa la sua parte: si parla di cifre che oscillano tra i 6.000 e i 7.000 euro al mese per posizioni entry-level, senza necessità di esperienza pregressa. Ma ridurre tutto al portafoglio sarebbe un errore. Molti cercano flessibilità e qualità del lavoro, rifiutando i vecchi modelli gerarchici.
Tuttavia, questo boom nasconde una verità meno comoda. Per l’Italia, questa non è solo una manifestazione di europeismo, ma il termometro di un malessere generazionale. È l'ennesimo capitolo della "fuga dei cervelli": i talenti più "skilled" cercano all’estero quella stabilità e quei salari che il mercato interno, tra contratti precari e stipendi stagnanti, non riesce più a garantire.
Mentre la politica spesso critica la burocrazia di Bruxelles, i giovani fanno la fila per entrarci, sperando di trovarsi in quelle direzioni generali "visionarie" che ancora credono nel progetto comune. Il rischio? Che una volta dentro, il mito si scontri con una realtà istituzionale non sempre perfetta. Ma per ora, con 170.000 persone in attesa delle prove online, l’Europa resta, almeno sulla carta, l’unico approdo possibile per chi non vuole smettere di sognare in grande.