Il gruppo tedesco Cdu/Csu vuole fare pressioni sulla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per smantellare le istituzioni europee, attraverso un taglio drastico della burocrazia e la cancellazione di alcune norme. Von der Leyen è ella stessa appartenente alla Cdu
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, visiterà Berlino in occasione della riunione di due giorni dei leader dei gruppi parlamentari della Cdu/Csu.
Ma i suoi colleghi di partito sembrano voler sfruttare l'occasione per farle pressioni per snellire la burocrazia e legislazione europea, come Euronews ha appreso da fonti interne ai partiti.
I deputati della Cdu/Csu sono particolarmente preoccupati per la burocrazia dell'Ue, che comporta un ulteriore onere per le aziende tedesche.
Il gruppo parlamentare ha stilato una bozza con 27 punti visionata domenica da Euronews. La bozza che sarà adottata martedì prende il titolo di "Agenda per una riduzione sostenibile della burocrazia a livello Ue".
Per rafforzare l'Ue, "noi europei dobbiamo prima lavorare su noi stessi", si legge nel manifesto. Ciò include "un programma di semplificazione radicale per la legislazione europea esistente e nuova, al fine di ridurre in modo massiccio l'onere burocratico per i cittadini, le imprese e le amministrazioni in Europa".
Ridurre la burocrazia e la e tagliare il personale Ue
Secondo la bozza, il "carico amministrativo" per le imprese deve essere ridotto di "almeno il 25 per cento", mentre per le piccole e medie imprese, dovrebbe essere ridotto di "almeno il 35 per cento".
Anche l'Ue come istituzione dovrebbe essere ridimensionata, secondo i gruppi politici tedeschi. "Si dovrebbe anche considerare di ridurre la burocrazia tagliando il personale delle istituzioni europee".
"Gli interessi delle start-up e delle Pmi dovrebbero essere tenuti in particolare considerazione".
"Le nostre aziende si stanno perdendo nella giungla burocratica mentre il resto del mondo ci passa davanti. Ora chiediamo alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen di liberare veramente l'economia europea", ha detto a Euronews Sepp Müller, vicepresidente del gruppo parlamentare Cdu/Csu al Bundestag.
Secondo la bozza, ci sono "troppi atti giuridici dell'Ue". La maggior parte di essi è "troppo dettagliata, troppo complessa e quasi impossibile da attuare a livello nazionale".
La leadership del gruppo propone un "limite massimo fisso per la creazione di atti giuridici dell'Ue per ogni settore".
Invece di "uno dentro, uno fuori", si dovrebbe applicare "uno dentro, due fuori". In altre parole, per ogni nuova norma, due norme esistenti dovrebbero essere eliminate o semplificate. È inoltre necessario un "meccanismo di freno d'emergenza" per la nuova burocrazia.
Anche la stessa Presidente della Commissione Ursula von der Leyen dovrebbe essere ritenuta responsabile, secondo il gruppo.
La presidente dovrebbe riferire "regolarmente" al Consiglio europeo e i Commissari, al Consiglio dell'Unione europea "secondo criteri vincolanti sui progressi compiuti nella riduzione della burocrazia e nella semplificazione"
Seguendo il modello tedesco, anche i Paesi e le associazioni dovrebbero essere coinvolti nella nuova legislazione dell'Ue in una fase iniziale, "in modo che la Commissione europea, in qualità di 'esecutivo', debba affrontare le critiche anche durante la stesura di un disegno di legge".
Gli altri ambiti menzionati dalla bozza
Per la Germania è particolarmente importante mettere mano anche sull'industria automobilistica, si legge nella nota.
Ulteriori normative, come quelle utilizzate per sovvenzionare le auto di piccole dimensioni, dovrebbero essere respinte.
Secondo la bozza, il regolamento Ue sul ripristino della natura dovrebbe essere "completamente abbandonato".
L'obiettivo del regolamento è quello di riportare in uno stato sano gli ecosistemi danneggiati, come fiumi, foreste o brughiere.
Non si dovrebbero creare nuovi oneri per i cittadini, le imprese e le amministrazioni, si legge nel testo.
Questo vale "in particolare per il 'Quality Jobs Act' annunciato per il dicembre 2026 e il 'Fair Labour Mobility Package' annunciato per il settembre 2026, nonché per la 'Green Claims Directive' e lo 'European Product Act'".
"L'eccesso di regolamentazione in campo ambientale e sociale può avere buone intenzioni, ma in pratica spesso rallenta le cose più che aiutarle", ha detto Sepp Müller.
"Se si vogliono investimenti, bisogna rimuovere gli ostacoli, non crearne di nuovi".