Il presidente della Repubblica è intervenuto per l'81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo richiamando i valori della Costituzione e la necessità di pace. Da Mosca però tornano le invettive del propagandista russo Vladimir Solovyov: dopo Meloni, stavolta contro Mattarella
Sergio Mattarella ha richiamato con forza giovedì i valori fondanti della Costituzione, ribadendo il fermo rifiuto della guerra, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.
Parlando dal Quirinale, dove ha ricevuto esponenti delle Associazioni di Combattenti partigiani, il presidente della Repubblica ha rinnovato il "fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria", in un periodo segnato da guerre violente alle porte dell'Europa.
Il messaggio di Mattarella ha trovato tuttavia un critico, il conduttore della tv di Stato russa, Vladimir Solovyov, che si è lanciato in un'invettiva violenta contro il presidente italiano dopo quelle riservate alla premier Giorgia Meloni.
L'appello di Mattarella per la libertà e la pace
Celebrando gli 81 anni dalla Liberazione, Mattarella ha ricordato che i valori di libertà, giustizia e democrazia, nati dalla Resistenza, non sono un dato acquisito, ma beni fragili che richiedono "consapevolezza e impegno" quotidiani.
"La lotta di Liberazione è stata una delle pagine fondanti della storia repubblicana. Essa segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia", ha detto Mattarella (qui il discorso completo).
Di fronte agli scenari di conflitto che infuocano il Medio Oriente e l'Ucraina, il presidente della Repubblica ha condannato il prevalere della legge imposta dalla forza e richiamato la tragedia delle popolazioni civili, costrette a vivere sotto regimi autoritari.
L'attacco di Solovyov: propaganda contro l'Italia e l'Ue
Le riflessioni di Mattarella giungono in contemporanea con un nuovo attacco alla televisione di stato russa. Vladimir Solovyov, noto giornalista vicino al Cremlino, ha rivolto dure critiche all'Italia e ai leader dell'Ue, accusandoli di non comprendere la realtà dei conflitti in corso.
"Voi, italiani, forse non lo sapete, ma voglio che sappiate della vergogna dei vostri nonni e bisnonni venuti in questa terra per uccidere i cittadini sovietici. In Donbass avete imposto la regola che per un italiano ucciso ne eliminavate 80", ha detto Solovyov.
Nel suo programma, il conduttore ha polemizzato poi sulle posizioni di Matterella e dei leader europei, accusati di essere "discendenti dei nazisti" e sostenitori di un presunto "nazismo ucraino".
"Non potevate non sapere. Voi leader di Francia, Germania... avete allevato il nazismo ucraino, ancora una volta contro il popolo sovietico: perché veniamo tutti dall'Urss", ha inveito Solovyov.
Poi, l'attacco all'Unione europea per il prestito a Kiev. "Hanno stanziato altri 90 miliardi. Vi applaudono i discendenti dei nazisti... Ursula von der Leyen, Kaja Kallas, Mertz, Pistorius, Meloni, Macron, che non sono discendenti di De Gaulle, ma di Petain", con riferimento a Henri-Philippe-Omer Pétain, il generale che guido la Francia sotto occupazione nazista dal 1940 al 1944.