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Cracovia, "c'è un pitone sulle scale" e poi la scoperta incredibile: trovati 148 serpenti in casa

Serpente trovato nella tromba delle scale di un condominio di Cracovia
Serpente trovato nella tromba delle scale di un condominio di Cracovia -  Diritti d'autore  małopolska.policja.gov.pl
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Di Antonina Sroczynska
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Paura in un condominio a Cracovia per un serpente sulle scale: la polizia scopre un allevamento con 148 pitoni. Indagini in corso, tre uomini rischiano fino a 5 anni

Il 14 aprile, l'ufficiale di servizio della stazione di polizia di Cracovia ha ricevuto una segnalazione relativa a un serpente avvistato in uno degli edifici residenziali del quartiere di Prądnik Biały. Una pattuglia è stata inviata sul posto e ha subito confermato l'insolita segnalazione: c'era effettivamente un rettile nella tromba delle scale.

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Gli agenti, insieme ai vigili urbani e ai vigili del fuoco, hanno messo in sicurezza l’animale, successivamente affidato a un rifugio.

La scoperta: 148 pitoni in un appartamento

L’intervento, però, ha fatto emergere una situazione ben più complessa. Gli agenti hanno sospettato che il serpente non fosse un caso isolato e hanno avviato ulteriori accertamenti coinvolgendo il dipartimento per la lotta al crimine economico e un veterinario esperto. Durante la perquisizione di alcuni locali è emersa la reale portata dell’attività: all’interno dell’edificio erano custoditi ben 148 pitoni reali.

Pitone trovato a Cracovia - foto fornita dalla polizia
Pitone trovato a Cracovia - foto fornita dalla polizia malopolska.policja.gov.pl

Controlli e irregolarità: tre uomini fermati

Sul posto sono stati identificati e interrogati tre uomini ritenuti responsabili della gestione dei rettili. In collaborazione con il veterinario, le autorità hanno verificato le condizioni dei serpenti, valutandone il benessere e il rispetto delle norme sanitarie. Dalle prime verifiche sono emerse irregolarità che hanno portato al fermo dei tre, successivamente rilasciati dopo le procedure di rito.

I serpenti sono stati sequestrati e affidati alle autorità competenti, mentre proseguono le indagini per accertare eventuali violazioni delle leggi sulla tutela della fauna selvatica e sul benessere degli animali. Gli investigatori stanno verificando anche la regolarità della documentazione degli esemplari. Se venissero confermate le irregolarità, i responsabili rischiano pene che vanno da tre mesi fino a cinque anni di reclusione.

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