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Referendum, perché la premier italiana Meloni si è fatta intervistare da Fedez?

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Di Euronews
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Si chiama "podcastizzazione" della politica, strumento sempre più utilizzato dai leader per fare campagna o per rendere accessibili certi contenuti ad una fascia di pubblico più giovane. Meloni si è ispirata al modello usato da Trump nel 2024

Una decisione, quella di partecipare alla puntata di giovedì 19 marzo del “Pulp Podcast”, che nasce dall’esigenza della Presidente del consiglio di rivolgersi ad un pubblico diverso, in un momento di maggiore esposizione mediatica in vista del referendum del 22 e 23 marzo.

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Il format di Fedez co-condotto dal rapper e da Mr. Marra, nato come prodotto creator – driven, quindi ideato in modo indipendente, non rientra in quello tipico dei media tradizionali.

Già da tempo infatti, si vedono sempre più celebrità fare informazione, ma non solo. La cosiddetta podcastizzazione della politica, sta diventando un fenomeno in voga.

Come se, chi fa politica, si sentisse più a suo agio in salotti meno formali e più alla portata di tutti. In questo caso il “Pulp Podcast”, aveva già ospitato politici in passato: da Maurizio Gasparri e Matteo Renzi ad Antonio di Pietro.

Dal punto di vista di Meloni, data la sua affinità con i conservatori americani, la tendenza ricorda la strategia di Trump utilizzata durante le presidenziali del 2024. Il podcast è diventato infatti uno strumento decisivo della sua campagna.

A casa, ovvero in Italia, in molti hanno criticato l’intervista di Fedez, definendola priva di contraddittorio, “un monologo dove non sono state fatte domande vere”.

Critiche anche suscitate dal fatto che la Presidente del consiglio viene accusata di accettare solo “confronti facili”, quindi non con giornalisti o testate che possono fare domande considerate scomode.

Fedez è senz’altro un personaggio noto, ma davvero è stato lui a guadagnarci in termini di popolarità per essere riuscito a portare nel suo programma la Presidente del Consiglio?

In realtà Tommaso Longobardi, responsabile comunicazione digitale di Giorgia Meloni, in un’intervista, ha definito la partecipazione della presidente al programma di Fedez, "qualcosa di più".

Oltre all’occasione per Meloni di parlare ai più giovani, ha detto : “Questa puntata ha dato valore non solo al podcast come formato, ma anche a tutto quel mondo che oggi prova a fare informazione in rete”.

Riforma della giustizia

Al centro della lunga chiacchierata con i due conduttori, soprattutto i temi legati al quesito referendario del 22 e 23 marzo.

Oltre a parlare del ruolo dei giudici, Meloni si è soffermata sul fatto che grazie alla riforma, “l’Italia si avvicinerebbe all’Europa” dicendo che, "in almeno 21 su 27 membri dell’Unione europea c’è la separazione delle carriere”.

La Presidente del consiglio ha poi detto di voler parlare del referendum e della riforma, “restando nel merito” a differenza del fronte opposto. “Voglio continuare a farlo”, ha dichiarato, “raccontando le cose come sono”.

Infine Meloni ha chiarito un aspetto legato al sorteggio del Csm, che è suonato un po' come una novità, non ancora definita dalla riforma. Per eleggere la lista da cui sorteggiare i nomi dei membri del Csm, ha chiarito, sarà prevista la maggioranza dei tre quinti in parlamento.

Guerra in Medio Oriente

Più scivoloso, per Meloni, il terreno del conflitto in corso in Medio Oriente. Su questo punto ha detto che la guerra è iniziata perché Iran e Stati Uniti non hanno trovato un accordo sul nucleare “ormai da qualche decennio”.

Un’affermazione smentita dall’intesa firmata nel 2015, poi smantellata successivamente dallo stesso Trump. Non solo, anche il commento fatto da Meloni sul fatto che “l’Iran sarebbe ad un passo dall’entrare in possesso del nucleare” è stato più volte smentito dalla direttrice dell’intelligence americana, secondo cui i precedenti attacchi statunitensi in Iran, "avevano obliterato il programma nucleare".

Su questo punto si è espressa anche l’agenzia internazionale dell’agenzia atomica che ha specificato che “non esistono prove della costruzione della bomba atomica da parte dell’Iran”.

”Referendum, quello giovanile è il target meno sensibilizzato”

In un’intervista rilasciata ad Affaritaliani, l’esperto di media Klaus Davi ha parlato di “una mossa corretta da parte della Meloni per sensibilizzare una fascia di popolazione poco interpellata in generale”.

I politici sono presenti sui social, ha spiegato il massmediologo, aggiungendo che però, la comunicazione mediata da un personaggio come Fedez, popolare tra i giovani, funziona perché intrattiene allo stesso tempo.

“Si parla di circa 400mila persone raggiunte”, ha detto Davi, “con le quali si è aperto un dialogo”.

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