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Arrampicata al posto della preghiera: chiese riconvertite e riutilizzate

Dopo la sconsacrazione della chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Würzburg, l’edificio ospiterà in futuro una palestra di arrampicata boulder.
Dopo la sconsacrazione della chiesa parrocchiale di Sant'Andrea a Würzburg, l'edificio ospiterà una palestra di arrampicata boulder. Diritti d'autore  © Markus Hauck (POW)
Diritti d'autore © Markus Hauck (POW)
Di Maja Kunert
Pubblicato il
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Una chiesa diventa palestra di arrampicata: a Würzburg un luogo di culto sarà trasformato in spazio per sport, caffè e incontri. Per la comunità è un addio doloroso, per l’edificio una nuova chance. Il caso mostra la sfida di molte chiese in Germania.

In Germania ci sono circa 44.000-45.000 edifici ecclesiastici, a seconda di quali spazi sacri si includono nel conteggio. Molti di questi edifici caratterizzano villaggi, quartieri e paesaggi. Ma sempre più spesso ci si chiede come conservarli, mentre le comunità si riducono e i costi aumentano.

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Anche la parrocchia di Sant'Andrea, nel quartiere Sanderau a Würzburg, si trova di fronte a questo cambiamento. All'esterno appare come un silenzioso testimone del modernismo del dopoguerra. All'interno, però, lo spazio liturgico è destinato a cambiare funzione: dove per decenni si sono celebrate messe, in futuro le persone scaleranno pareti da boulder.

La chiesa, consacrata nel 1968 dal vescovo Josef Stangl, sarà sconsacrata dal punto di vista del diritto canonico. Lo hanno annunciato pubblicamente nell'aprile 2026 la diocesi di Würzburg e i gestori della palestra di arrampicata 'Rock Inn'. Sono previste pareti da arrampicata, una sala per lo yoga, un caffè e un'area per bambini. L'apertura della struttura sportiva è prevista per l'estate 2027. Sant'Andrea potrebbe così diventare la prima chiesa per l'arrampicata della Baviera.

"Non ce la facciamo più"

Per decenni Sant'Andrea è stata il luogo di celebrazioni religiose e di incontri comunitari. Ma il peso è diventato troppo grande. Il parroco Tobias Fuchs, che segue Sant'Andrea insieme alla vicina parrocchia di Sant'Adalbero, cita i costi elevati di gestione e la mancanza di personale. "Per esempio, per molto tempo un uomo ha lavorato come custode volontario, ma ha dovuto smettere di recente per ragioni di età", racconta Fuchs. Alla fine, spiega, a tutti è stato chiaro: "Così non ce la facciamo più".

Nel febbraio 2026 l'edificio è stato dichiarato bene architettonico tutelato. La demolizione è quindi esclusa. Per molti parrocchiani questo significa almeno che l'edificio, così riconoscibile, sarà conservato, seppure con una nuova destinazione d'uso.

La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea a Würzburg, vista dall'esterno.
La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea a Würzburg, vista dall'esterno. © Markus Hauck (POW)

Quando le chiese ricevono lo status "E"

Il caso di Sant'Andrea non è isolato. La diocesi di Würzburg ha esaminato il proprio patrimonio immobiliare e ha contrassegnato internamente con la sigla "E" quasi 80 luoghi di culto. Indica le chiese che a lungo termine dovranno avere un nuovo utilizzo. Il direttore finanziario, il consigliere dell'Ordinariato Gerald Düchs, sottolinea che per ogni chiesa si cerca una soluzione specifica, coinvolgendo le comunità. L'obiettivo è ridurre il più possibile il dolore per i fedeli.

In diocesi non mancano esperienze di riuso delle chiese: negli anni Settanta alcuni luoghi di culto a Erbshausen sono stati trasformati in abitazioni, a Mespelbrunn in casa parrocchiale e a Hausen, vicino ad Aschaffenburg, in atelier d'artista. A Würzburg lo storico Spitäle oggi ospita una galleria d'arte, mentre la Neubaukirche dell'Antica Università viene utilizzata come sala per eventi.

Anche a livello nazionale la pressione aumenta. Dal 2000 l'uso liturgico è stato completamente interrotto in 611 chiese cattoliche, riferisce su richiesta l'ufficio stampa della Conferenza episcopale tedesca. Solo 201 di questi edifici sono stati venduti e sono usciti dalla proprietà ecclesiastica. Molti altri immobili sono rimasti alla Chiesa e oggi hanno funzioni diverse, ad esempio come strutture sociali, centri di assistenza, abitazioni o archivi.

Cosa è consentito e cosa no

La Chiesa non decide in modo arbitrario quale nuovo uso sia possibile. La diocesi di Würzburg richiede un progetto compatibile con i valori cristiani. Markus Hauck, dell'Ordinariato vescovile di Würzburg, precisa che è escluso un utilizzo cultuale da parte di comunità religiose non cristiane, "per rispetto dei sentimenti religiosi dei fedeli cattolici".

Questa impostazione è in linea con le linee guida della Conferenza episcopale tedesca. Già nel 2003 i vescovi stabilivano che la demolizione doveva essere solo l'ultima risorsa. Le trasformazioni dovrebbero essere per quanto possibile reversibili, in modo che le generazioni future possano, almeno in teoria, restituire quegli spazi al culto. Al tempo stesso la dignità del luogo fissa dei limiti: simboli e oggetti liturgici non possono essere riutilizzati come semplici elementi decorativi in progetti commerciali.

Per la chiesa di Sant'Andrea a Würzburg l'architetto Roland Breuning, dello studio Archicult, prevede quindi un intervento sobrio. Le pareti da boulder saranno collocate su una galleria interna aggiunta. "In sintesi, l'obiettivo è trattare gli spazi esistenti con la massima attenzione e realizzare strutture facilmente rimovibili", ha spiegato l'architetto nel comunicato stampa diffuso ad aprile.

Dalla richiesta all'ultima messa

Prima che si possa iniziare ad arrampicare, la chiesa deve essere ufficialmente sconsacrata. Il vescovo Franz Jung ne discuterà con il consiglio presbiterale e con il Consiglio generale del clero; anche la commissione diocesana per l'arte esprimerà un parere. Solo dopo il vescovo potrà ordinare la sconsacrazione.

La sconsacrazione avverrà al termine di un'ultima messa solenne, celebrata da un membro del capitolo della cattedrale. "Questa celebrazione si conclude con lo sgombero della chiesa e la consegna del decreto di sconsacrazione", spiega Hauck. Se tutte le parti saranno d'accordo, questo passaggio potrebbe avvenire già nell'estate 2026.

Per la comunità questo congedo è più di un semplice atto amministrativo. La Conferenza episcopale tedesca prevede per l'occasione un proprio rito liturgico, che esprima gratitudine e orienti lo sguardo verso il futuro.

La fondazione cattolica della chiesa e i gestori della "Rock Inn" GmbH hanno concordato un progetto comune.
La fondazione cattolica della chiesa e i gestori della "Rock Inn" GmbH hanno concordato un progetto comune. © Markus Hauck (POW)

Le chiese del dopoguerra sotto particolare pressione

Sant'Andrea appartiene a una tipologia di edifici oggi particolarmente esposta al rischio: le chiese costruite tra il 1950 e i primi anni Settanta.

In un contributo (fonte in tedesco) pubblicato sulla rivista "Aus Politik und Zeitgeschichte", la storica dell'arte professoressa Stefanie Lieb interpreta il riuso degli edifici sacri come un profondo mutamento strutturale. Per i responsabili della tutela dei monumenti le chiese sono innanzitutto parte del paesaggio urbano e della comunità costruita. I teologi, invece, le guardano più dall'interno, a partire dalla loro funzione liturgica. Quando una comunità se ne va, dal punto di vista ecclesiale lo spazio perde il suo nucleo essenziale. Questa tensione attraversa molti dibattiti sul riutilizzo delle chiese.

Che nuovi utilizzi possano essere realizzati in modo rispettoso lo dimostrano altri esempi. L'ex chiesa di Sankt Ursula a Hürth, vicino Colonia, progettata da Gottfried Böhm, è stata trasformata in galleria d'arte nel 2010. La chiesa del Redentore (Erlöserkirche) di Aquisgrana è stata riconvertita nel 2016 in un colombario, un luogo per urne funerarie che conserva comunque un'atmosfera raccolta e spirituale.

Una questione per l'intera società

Non tutti guardano con favore ai riusi a fini commerciali. Olaf Zimmermann, direttore del Consiglio tedesco per la cultura, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia Evangelischer Pressedienst nel gennaio 2025: "Le chiese sono beni comuni". Molte persone si sentono legate a questi edifici, anche se da tempo non frequentano più la Chiesa. Le chiese sono punti di riferimento nel territorio, e il loro futuro non è quindi solo una questione interna alle istituzioni religiose.

Anche la Chiesa evangelica si confronta intensamente con questo tema. Al 31. Evangelischer Kirchbautag 2024 a Berlino (Giornata evangelica per l'architettura ecclesiastica) il futuro degli edifici religiosi è stato al centro del dibattito. Klaus-Martin Bresgott, dell'ufficio culturale del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD), ha raccomandato di coinvolgere fin dall'inizio più partner: comunità, amministrazioni comunali, uffici per i beni culturali e potenziali nuovi gestori. Secondo lui le parrocchie devono imparare a condividere la responsabilità.

La storica dell'arte Stefanie Lieb invita anch'essa ad allargare lo sguardo. Il riuso delle chiese rappresenta, afferma, un cambiamento strutturale paragonabile alla riconversione delle vecchie aree industriali della Ruhr. Ciò che un tempo era considerato un peso oggi viene spesso apprezzato come patrimonio culturale. Per conservare gli edifici ecclesiastici non basta quindi il sostegno delle Chiese: serve anche l'impegno della società nel suo insieme.

Arrampicarsi sotto la piramide

Andreas Schmitt, coamministratore delegato di 'Rock Inn' e lui stesso architetto, considera il nuovo utilizzo coerente con il carattere del luogo. "Una chiesa è un posto che riunisce una comunità. Anche noi ci vediamo come una struttura che fa incontrare le persone. Da questo punto di vista, il nuovo uso si adatta molto bene." La parola "Inn" nel nome dell'azienda richiama l'idea di ospitalità.

Per il parroco Fuchs si tratta di un colpo di fortuna: "Siamo grati che si sia trovata rapidamente una buona soluzione per preservare la chiesa e la casa parrocchiale." La canonica resterà alla parrocchia e in futuro un sacerdote presente sul posto coordinerà il lavoro con bambini e giovani. La comunità, insomma, non perde tutto: trasmette ad altri uno dei suoi spazi.

Meno fedeli iscritti alle Chiese

Il caso di Sant'Andrea va letto anche sullo sfondo del calo degli iscritti alle Chiese. Alla fine del 2025 solo il 43,8% della popolazione apparteneva ancora alla Chiesa cattolica o evangelica. Secondo i dati provvisori (fonte in tedesco) della Conferenza episcopale tedesca, la Chiesa cattolica contava 19.219.601 membri, mentre la Chiesa evangelica (fonte in tedesco) ne aveva circa 17,4 milioni. I numeri degli abbandoni restano elevati: nel 2025 circa 307.000 persone hanno lasciato la Chiesa cattolica e circa 350.000 la Chiesa evangelica.

Per molte parrocchie questo ha conseguenze concrete. Meno iscritti significa meno entrate, meno personale e minori margini per mantenere grandi edifici. Il destino di queste strutture mostra anche quali luoghi una società sceglie di conservare per continuare a coltivare, in forme nuove, il senso di comunità.

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