"Non possiamo permettere agli estremisti di riscrivere la storia", ha dichiarato Ursula von der Leyen difendendo l'operato della Commissione da una mozione di censura. Quali sono le accuse contro di lei, il voto atteso per giovedì
Lunedì Ursula von der Leyen ha difeso la sua presidenza da una mozione di censura presentata dalla destra radicale del Parlamento europeo, giurando di "non permettere mai agli estremisti di riscrivere la storia".
"Non dobbiamo farci illusioni sulle minacce che la nostra democrazia deve affrontare. Siamo entrati in un'epoca di lotta tra democrazia e illiberalismo. Vediamo la minaccia allarmante dei partiti estremisti che vogliono polarizzare le nostre società con la disinformazione", ha detto la presidente della Commissione europea a Strasburgo.
"Non c'è alcuna prova che abbiano delle risposte, ma è ampiamente dimostrato che molti sono sostenuti dai nostri nemici e dai loro burattinai in Russia o altrove", ha proseguito von der Leyen, indicando i banchi dove siede l'estrema destra.
"E basta guardare alcuni dei firmatari di questa mozione per capire cosa intendo".
L'intervento della presidente della Commissione è stato caratterizzato da continui fischi e contestazioni, che hanno spinto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola a chiedere di "smettere di interrompere".
Von der Leyen non è apparsa turbata dalle contestazioni e ha promesso di continuare a lavorare per il "compromesso" e l'"unità".
Il dibattito giunge nel mezzo di crescenti segnali di malcontento e di frustrazione nella coalizione centrista che ha sostenuto il secondo mandato di von der Leyen.
Socialisti e liberali, che hanno preso le distanze dalla mozione, hanno criticato la grande spinta dell'esecutivo europeo a semplificare la regolamentazione a discapito per esempio del Green Deal. Il gruppo potrebbe astenersi dal voto che seguirà di almeno 48 ore il dibattito.
Nel suo discorso, von der Leyen è sembrata riconoscere tale frattura.
"Riconosco che ci sono membri che non hanno firmato questa mozione ma che hanno legittime preoccupazioni su alcune delle questioni che essa solleva", ha detto.
"È giusto così. Fa parte della nostra democrazia, e io sarò sempre pronta a discutere qualsiasi questione che questo Parlamento voglia, con fatti e argomenti".
I motivi della mozione di censura contro von der Leyen
La mozione di censura è stata presentata dall'eurodeputato rumeno Gheorghe Piperea e cofirmata da 77 legislatori, soprattutto di estrema e dura destra.
"Questo è l'inizio della fine", ha detto Piperea nel suo discorso di apertura, attaccando il processo decisionale della von der Leyen come "opaco" e "discrezionale".
La mozione poggia su tre accuse principali, la prima delle quali riguarda i messaggi di testo scambiati tra Ursula von der Leyen e l'amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, durante i negoziati sul vaccino Covid-19.
Il controverso rifiuto di rendere pubblici i messaggi è stato accolto con un severo rimprovero dalla Corte di giustizia europea.
"La Commissione guidata dalla Presidente Ursula von der Leyen non gode più della fiducia del Parlamento nel sostenere i principi di trasparenza, responsabilità e buon governo essenziali per un'Unione democratica", si legge nel testo della mozione.
Le altre accuse riguardano la "cattiva applicazione" della legge sui servizi digitali (Dsa) nelle elezioni nazionali, non supportata da prove, e l'"uso abusivo" dell'articolo 122 dei trattati Ue per aggirare il Parlamento nel nuovo programma di prestiti da 150 miliardi di euro per la difesa, noto come Safe.
Von der Leyen ha respinto le accuse come "false affermazioni" e ha difeso la gestione della pandemia come una vera forma di solidarietà europea.
"C'è una scelta da fare. Possiamo seguire il signor Piperea nel suo mondo di cospirazioni e presunte trame sinistre da parte di quella che lui chiama 'Bruxelles', oppure possiamo chiaramente denunciare questo per quello che è: un altro rozzo tentativo di spaccare le nostre istituzioni, le forze pro-europee e pro-democratiche di questo Parlamento", ha dichiarato la numero uno della Commissione Ue.
"Non possiamo permettere che ciò accada. Non lo permetteremo mai", ha proseguito von der Leyen, che dovrebbe affrontare il voto del Parlamento sulla mozione giovedì prossimo a mezzogiorno.
I deputati che hanno firmato la mozione sono ancora liberi di ritirare il loro sostegno. Se la soglia di un decimo non viene più raggiunta, il processo si arresta.
La sessione di voto si svolgerà per appello nominale, il che significa che le votazioni saranno pubbliche. Servono almeno i due terzi dei voti espressi, che rappresentano la maggioranza di tutti gli eurodeputati, perché la mozione di censura venga adottata e l'esecutivo von der Leyen possa essere sfiduciato.