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Il pressing delle case farmaceutiche sulla Commissione europea

In totale si stima che il settore farmaceutico dia lavoro a due milioni e mezzo di persone nell'Ue
In totale si stima che il settore farmaceutico dia lavoro a due milioni e mezzo di persone nell'Ue Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gregoire Lory
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'esecutivo comunitario è al lavoro per riformare il quadro normativo del settore, mentre l'industria lamenta mancanza di competitività e investimenti rispetto agli Stati Uniti

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L'industria farmaceutica continua la sua battaglia per la riforma della legislazione europea sui farmaci, un testo vecchio di 20 anni che la Commissione proporrà di aggiornare entro fine marzo. 

Lobbying massiccia

Nell'ambito della sua azione di lobbying sull'esecutivo comunitario, i produttori farmaceutici hanno pure finanziato una campagna pubblicitaria nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles. Il settore è preoccupato per il divario sempre più ampio tra l'Unione e i suoi concorrenti a livello mondiale, in termini di investimenti o accesso alle cure più innovative, come spiega a Euronews la direttrice generale della Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (Efpia) Nathalie Moll, Direttore Generale Efpia Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche

"Ci sono alcuni divari significativi. Il gap di investimenti tra gli Stati Uniti e l'Ue 20 anni fa era di 2 miliardi di euro, e ora è di 25 miliardi. Si tratta di un aumento del mille per cento. È molto preoccupante che la tendenza continui: vogliamo fermarla e invertirla".

Secondo la federazione farmaceutica, 25 anni fa la metà delle nuove cure mediche provenivano dall'Europa, mentre ora questa percentuale si è abbassata al 20%.

L'industria di settore sembra allarmata dal testo che la Commissione sta elaborando in queste settimane, perché lo ritiene carente di prospettive concorrenziali e occupazionali. Le aziende, quindi, sarebbero costrette a trasferire alcune delle loro attività al di fuori del continente europeo, come fa capire anche Virginia Acha della casa farmaceutica  Msd (Merck Sharp e Dohme).

"Negli ultimi anni purtroppo abbiamo assistito a uno spostamento della ricerca clinica in altre parti del mondo. Abbiamo visto gli investimenti spostarsi verso gli Stati Uniti e altre parti del mondo. Gli Stati Uniti hanno sottratto all'Europa la sua posizione di vantaggio per quanto riguarda la biotecnologia. Vorremmo vedere l'Europa riprendersi il ruolo di leader".

In questa campagna di influenza, le case farmaceutiche non esitano a ricordare il loro peso economico.

 Nel settore si spendono 43 miliardi di euro all'anno in termini di ricerca e sviluppo, si impiegano direttamente 840mila persone, con due milioni e mezzo di posti di lavoro legati all'indotto

La Commissione, al lavoro sulle proposte di modifica, sottolinea che la riforma punta a "trovare il giusto equilibrio tra la promozione dell'innovazione e la garanzia dell'accesso ai medicinali a prezzi accettabili in tutta l'Unione Europea".

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