Dopo l'accordo informale tra i ministri dei Paesi europei, arriva l'annuncio della Commisssione. I russi pagheranno 80 euro invece di 35 per ottenere il documento e dovranno attendere fino a un mese e mezzo
L’Unione europea non impedirà ai cittadini russi di entrare nel suo territorio, ma renderà loro più complicato ottenere il visto per farlo.
Dopo l'accordo raggiunto tra i ministri degli Esteri dei Paesi membri, la Commissione europea ha lanciato formalmente la proposta di sospendere l'accordo di facilitazione del rilascio dei visti, in vigore con la Russia dal 2007.
"Fare turismo nell'Unione europea non è un diritto fondamentale. Oggi la Commissione ha adottato una proposta per sospendere completamente l'accordo di facilitazione con la Russia", ha detto la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson.
Le nuove regole
"Al momento non ci sono basi per la fiducia, né per mantenere un rapporto privilegiato tra l'Unione e la Russia. Questa sospensione significherà che i cittadini russi non godranno più di un accesso privilegiato ai Paesi europei", ha spiegato la commissaria.
I russi potranno continuare a chiedere un permesso, ma tramite una procedura più lunga e dispendiosa.
Le richieste, da presentare sempre alle autorità nazionali, costeranno 80 euro invece che 35 e dovranno attendere da 15 a 45 giorni, rispetto ai dieci necessari in precedenza.
Queste nuove regole non saranno applicate a quei cittadini bisognosi di protezione dal governo del presidente russo Putin, come giornalisti, dissidenti o attivisti per i diritti umani.
"Un promemoria per i russi"
Secondo alcuni eurodeputati, si tratta di una decisione equilibrata per aiutare i Paesi al confine con la Russia, ma di certo non fermerà la guerra in corso in Ucraina.
"Mi sembra quantomeno ingenuo chi ritiene che alcuni cittadini si rivolteranno contro il loro governo, solo perché non possono più passeggiare a Parigi o fare shopping a Berlino", dice a Euronews il parlamentare dei Verdi tedeschi Sergey Lagodinsky.
"Penso che questo sia un simbolo importante, un importante promemoria per i russi, che sicuramente non possiamo più chiamare partner, ma in alcuni casi avvaersari. Serve a ricordare la responsabilità personale che molti di loro hanno".
Secondo l'agenzia Frontex, deputata al controllo delle frontiere europee, circa un milione di russi sono entrati nell'Unione dall'inizio della guerra. Ai prossimi turisti costerà più fatica.