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Alla scoperta dell'Artico europeo: come conciliare turismo e sostenibilità?

Di Aurora Velez
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Alla scoperta dell'Artico europeo: come conciliare turismo e sostenibilità?
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L'Artico europeo è una destinazione turistica sempre più popolare. Finlandia, Svezia e Norvegia sono il cuore di Visit Arctic Europe (VAE), un progetto europeo che per il momento, stando gli organizzatori, non sta risentendo dell'attuale clima geopolitico. L'inziativa riunisce gli operatori turistici della regione, tra cui un allevamento di renne gestito da Mia, una Sami: per lei è importante che i turisti capiscano il modo di vivere di questo popolo indigeno prima dell'escursione con la slitta.

"Abbiamo una nostra lingua, parlata da 500 persone - dice Mia -. Siamo una minoranza molto piccola. Siamo una minoranza molto piccola. Questi colori mostrano che sono una Inari Sami. Nella nostra cultura è molto importante rispettare la natura. Penso che dobbiamo condividere questo con la gente, fargli sapere che esistiamo. Siamo l'unico popolo indigeno del nord dell'Unione Europea.

Il progetto ha riunito 120 aziende e una decina di operatori turistici. Dalla sua creazione, quasi 99 mila persone hanno visitato la regione. Il budget totale del progetto è di 12,8 milioni di euro, coperto in parte del programma europeo Interreg Nord in Finlandia, Svezia e Norvegia.

L'iniziativa mira a rendere l'Artico una destinazione turistica competitiva e sostenibile per tutto l'anno. Ma l'Artico è un ecosistema fragile, come si fa a combinare il turismo con la sostenibilità? Le aziende partecipanti stanno provando a diminuire il loro impatto ambientale. Ad esempio, utilizzando motoslitte con motori meno inquinanti. Nuove misure saranno introdotte nell'agosto 2022 e condivise dai tre paesi che partecipano al progetto.