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Ue: un protocollo e una super banca-dati per facilitare la collaborazione delle polizie

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Di Gioia Salvatori
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Ue: un protocollo e una super banca-dati per facilitare la collaborazione delle polizie
Diritti d'autore  Michael Probst/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Il traffico di droga, la tratta di esseri umani, il riciclaggio. Sono solo alcuni dei reati che non conoscono confini e spesso in Europa sfruttano la differenza di legislazione e la difficoltà di comunicazione tra uno Stato e l'altro per fiorire. Perciò questo mercoledì la commissione europea ha proposto un codice di cooperazione della polizia dell'Unione europea.

"Sono proposte importanti per due motivi. Primo dal punto di vista della sicurezza, ne abbiamo bisogno perché la criminalità è transfrontaliera, quindi servono. E un secondo aspetto molto significativo è Schengen perché più abbiamo questo tipo di cooperazione alle frontiere, meno abbiamo bisogno di chiudere lo spazio di Schengen: le chiusure dei confini dovranno rimanere un'opzione eccezionale", ha detto Margaritis Schinas, Vicepresidente della Commissione europea.

L'80 % della criminalità organizzata è coinvolto in reati transfrontalieri, ecco cosa prevede il codice di cooperazione tra polizie europee

Secondo i dati forniti da Europol l'80% della criminalità organizzata è coinvolto in reati transfrontalieri e circa il 65% delle reti criminali attive nell'Ue è composto da membri di più nazionalità. Sono le multinazionali del crimine. Per combatterle il codice di cooperazione di polizia prevede, tra l'altro:

  • un ruolo più forte di Europol, 
  • una serie di reati per cui è concesso l'inseguimento transfrontaliero 
  • canali agevolati per lo scambio di informazioni.
  • lo scambio di foto di criminali facilitato tra Stati
  • un router centrale in cui convergono le banche dati di tutti i Paesi

Dalla pandemia, e dal conseguente aumento dei reati, la spinta a coordinare le polizie

Juan Fernando López Aguilar, eurodeputato socialista spagnolo spiega che la pandemia è stata un motore del protocollo:  "La pandemia ha cambiato molte cose e non certo in meglio, in peggio. Ha generato un'incredibile marea di reati penali on line, particolarmente crudeli con le persone più vulnerabili, i minorenni, i bambini. Gli abusi sessuali su minori si sono moltiplicati durante la pandemia, le pressioni e l'adescamento idem, come pure le frodi in rete. Quindi, è essenziale che le forze dell'ordine siano dotate degli strumenti adeguati per affrontare e reprimere i gravi crimini transfrontalieri". 

Lo scambio di informazioni foto dei criminali comprese sarà la chiave del nuovo sistema con l'istituzione di un hub centrale al quale le banche dati nazionali si connetteranno, mettendo fine alla burocrazia dei contatti bilaterali.

Incalzata sulla protezione dei dati, la commissione ha chiarito che questo hub centrale fungerà solo da corridoio e che gli Stati membri manterranno il controllo sulla privacy.