L'Uganda confina per 877 chilometri con la Repubblica Democratica del Congo, alle prese con la più grave epidemia di Ebola della sua storia.
Giovedì l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato l'Uganda libero dall'Ebola, dopo 42 giorni senza nuovi casi.
"L'Uganda ha raggiunto 42 giorni dall'ultimo caso confermato di Ebola importato, dimesso il 16 luglio 2026, senza alcuna trasmissione successiva documentata collegata a quel caso. Questo segna la fine del focolaio" ha scritto l'OMS su X.
L'OMS ha lodato il governo, gli operatori sanitari e i loro partner per "le forti misure adottate per contenere l'epidemia e impedirne una più ampia diffusione".
Il Paese dell'Africa orientale ha registrato in totale 20 casi di Ebola, quasi tutti riguardanti persone che avevano viaggiato dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (RDC), e due decessi.
"Avevamo valutato il rischio, avevamo analizzato l'intera catena di trasmissione e le dinamiche di importazione del virus nel Paese, e sapevamo di essere liberi dall'Ebola" ha dichiarato Diana Atwine, segretaria permanente del Ministero della Sanità dell'Uganda, all'emittente nazionale NTV, citata da Al Jazeera.
"Tuttavia, l'OMS doveva aspettare perché questo è il processo. Queste sono le linee guida".
Atwine ha inoltre invitato i Paesi che avevano imposto restrizioni di viaggio sull'Uganda durante l'epidemia a revocarle.
"A meno che non abbiano altre ragioni, dovrebbero sicuramente togliere le restrizioni al Paese e gli ugandesi dovrebbero essere liberi di viaggiare in qualsiasi Paese" ha detto.
L'Uganda ha annunciato l'intenzione di aprire altri due centri di cura per l'Ebola nella RDC, portando il totale a quattro.
Da quando il focolaio è stato dichiarato, il 15 maggio, nella RDC sono stati confermati oltre 5.600 casi, tra cui più di 2.700 decessi. È considerata l'epidemia di Ebola a più rapida diffusione mai registrata.