Lo stilista John Galliano ha presentato nuove scuse e ha annullato una retrospettiva prevista prima del Met Gala 2027, tra le polemiche per sue passate dichiarazioni razziste e antisemite.
Il leggendario stilista britannico John Galliano e il Metropolitan Museum of Art di New York hanno deciso di annullare una mostra in programma, pensata per inaugurare il Met Gala.
La mostra avrebbe dovuto celebrare i momenti salienti della carriera del creatore. Ma i piani sono stati subito duramente criticati, dopo l'annuncio il mese scorso, a causa della sua tirata antisemita e razzista, che lo aveva già spinto ai margini del mondo della moda.
Lunedì, il museo ha comunicato che 'John Galliano: Horizons' sarà sostituita da una nuova mostra, il cui titolo non è ancora stato scelto.
"Dopo un'attenta riflessione insieme a John Galliano, abbiamo deciso di comune accordo di non portare avanti la mostra", ha dichiarato in un comunicato Max Hollein, direttore e amministratore delegato del museo.
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Galliano ha pubblicato lo stesso comunicato anche su Instagram, aggiungendo: "Dopo molte riflessioni e discussioni con il Met e con tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza, che è meglio che la mostra non abbia luogo in questo momento".
"Mi ritengo pienamente responsabile per il dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare per la sofferenza inflitta alle comunità ebraica e asiatica, e ne sono ancora profondamente dispiaciuto".
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Crollo sotto i riflettori
Il fulmineo successo di Galliano è stato seguito da una caduta in disgrazia altrettanto clamorosa. Negli anni Novanta era sulla bocca di tutti e divenne direttore creativo della maison francese di lusso Givenchy, grazie alle sue creazioni innovative e audaci. Nel giro di due anni il gruppo LVMH lo promosse alla guida di Dior, e nuovi successi consolidarono il suo status nel mondo del lusso e della cultura pop.
Ma poco prima di presentare la collezione autunno/inverno 2011 alla Paris Fashion Week, venne ripreso in un video mentre lanciava una serie di insulti razzisti e antisemiti contro una coppia in un caffè di Parigi. In un passaggio lo si sente dire: "Amo Hitler".
Fu licenziato da Dior e in seguito condannato per ingiurie pubbliche fondate su origine, appartenenza religiosa, razza o etnia, espressioni che il pubblico ministero definì "miserabili e terribili". Il tribunale gli inflisse una multa di 6.000 euro, respingendo la sua tesi di trovarsi in una condizione emotiva fragile dopo la morte di un caro amico.
Nel 2013, però, la sua immagine aveva già iniziato a essere riabilitata. Allora direttrice di Vogue, Anna Wintour lo aiutò a ottenere una collaborazione temporanea nello studio dello stilista dominicano Oscar de la Renta, prima della New York Fashion Week autunno 2013. Il progetto fu accolto con favore: i critici sottolinearono la consueta teatralità di Galliano nella collezione prêt-à-porter di de la Renta.
Oggi, a 65 anni, Galliano si è più volte scusato per il suo sfogo, sostenendo di aver sofferto di alcolismo e dipendenza da droghe. Molti leader della comunità ebraica hanno ritenuto sincere le sue scuse.