Roma, il saluto al feretro di Gina Lollobrigida. In tanti alla camera ardente in Campidoglio

Camera ardente di Gina Lollobrigida - Roma
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Di Debora Gandini

Un cuscino di rose rosse. Ai lati due ritratti della splendida Lollo ai tempi d'oro della sua carriera cinematografica. Sullo sfondo uno schermo che riproduce le scene più belle dei suoi film.

Così in Campidoglio a Roma la camera ardente di Gina Lollobrigida accoglie tutti coloro che vogliono dare l’ultimo saluto al feretro dell'attrice, scomparsa lo scorso 16 gennaio all’età di 95 anni.

I primi ad omaggiare la Bersagliera sono stati il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, accanto all'unico figlio dell'attrice. I funerali si svolgeranno questo giovedì presso la chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.

Lo scorso settembre l'attrice, che una generazione ha conosciuto come la Bersagliera, era stata dimessa dalla clinica, dopo una caduta in casa che le aveva causato una frattura del femore per cui era stata operata. Già quattro anni fa la Lollo era finita in ospedale proprio per un incidente domestico. In quell'occasione l'attrice fu presa in cura dai sanitari del Sant'Eugenio, ospedale a poca distanza dalla sua villa sull'Appia Antica, e dimessa un paio di giorni dopo.

L'incidente al femore è avvenuto a due settimane della tornata elettorale del 25 settembre in cui la Lollobrigida era candidata a Latina al collegi o uninominale del Senato, e in altre circoscrizioni nel plurinominale proporzionale, per la lista 'Italia sovrana e popolare', che riunisce Partito comunista, Patria socialista, Azione civile, Ancora Italia e Riconquistare l'Italia.

Una vita sotto i riflettori

Nata a Subiaco, Gina Lollobrigida, è stata una delle interpreti europee più importanti a livello internazionale degli anni Cinquanta e Sessanta. Ha lasciato il segno nel panorama cinematografico mondiale, segnando con il suo grande talento il cinema italiano del dopoguerra. Interprete di oltre sessanta film, fu diretta da registi italiani di grande spessore come Alberto Lattuada, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Pietro Germi, Alessandro Blasetti e Mario Soldati.

In carriera si è aggiudicata, tra gli altri, sette David di Donatello: la sua fama è legata al nuovo cinema italiano del neorealismo: lavora con Pietro Germi ("La citta' si difende") e con Carlo Lizzani ("Achtung banditi") alla metà esatta del secolo scorso ritagliandosi ruoli di vigorosa passionalita' popolana in cui affina una recitazione da autodidatta imprimendole la sua personalità.

Il primo successo personale è però fuori dai confini: il francese "Fanfan la Tulipe" con Gerard Philipe nel 1952. Recita per Rene Clair, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli e Steno, Mario Soldati e finalmente diventa diva in patria con il trionfale "Pane amore e fantasia" di Luigi Comencini (1953) compreso il fortunato seguito sempre in coppia con Vittorio De Sica.