Con una sua dichiarazione, la presidente dell'Unione degli armatori greci evidenzia i problemi del piano vigente, che ritiene irrealistico e inapplicabile
La transizione verde del trasporto marittimo non può essere costruita soltanto su obiettivi ambiziosi: servono tecnologie disponibili, carburanti accessibili e regole applicabili in tutto il mondo. È questo il messaggio lanciato da Melina Travlou, presidente dell'Unione degli Armatori Greci, alla vigilia dei delicati negoziati a Londra dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) sulla decarbonizzazione del settore.
Un tema che riguarda da vicino anche l'Italia. Il trasporto marittimo è infatti essenziale per gli scambi commerciali internazionali e qualsiasi nuova regola sulle emissioni avrà conseguenze sull'intera filiera, dai porti alle compagnie di navigazione, fino ai costi del trasporto delle merci.
Armatori greci: "La decarbonizzazione è un obiettivo acquisito"
Travlou parte da un punto fermo: il cambiamento climatico impone di ridurre rapidamente le emissioni di gas serra e il settore marittimo è pronto a fare la propria parte.
"Come settore marittimo, riconosciamo concretamente il ruolo che ci spetta e restiamo fermamente impegnati a contribuire in modo sostanziale a questo obiettivo", afferma la presidente degli armatori greci.
Le compagnie, sostiene, stanno già investendo nell'efficienza energetica delle navi e nelle nuove tecnologie, con l'obiettivo di ridurre progressivamente l'intensità di carbonio delle flotte.
Il problema, però, è come trasformare gli obiettivi in risultati concreti.
"Non possiamo ignorare le possibilità tecnologiche"
Secondo Travlou, una transizione troppo distante dalle condizioni reali del mercato rischierebbe di produrre costi elevati senza garantire automaticamente maggiori benefici ambientali.
"Obiettivi ambiziosi devono in ogni caso restare realistici", sottolinea, richiamando la necessità di tenere conto delle effettive possibilità tecnologiche, della disponibilità dei combustibili alternativi e della loro sostenibilità economica.
Per gli armatori greci, dunque, la priorità è arrivare a un sistema di regole unico e realmente applicabile a livello globale, evitando una frammentazione normativa che potrebbe creare ulteriori difficoltà al settore.
Il riferimento è all'IMO, l'agenzia delle Nazioni Unite che stabilisce le principali norme internazionali per il trasporto marittimo.
Il nodo del piano Net-Zero dell'IMO
I negoziati internazionali si concentrano proprio sul quadro IMO Net-Zero, pensato per accelerare la riduzione delle emissioni del trasporto marittimo.
Travlou esprime però forti perplessità sull'impostazione attualmente sul tavolo: secondo la presidente dell'Unione degli Armatori Greci, il percorso negoziale ha fatto emergere "serie criticità" e il progetto, così com'è, non rappresenterebbe una soluzione sufficiente.
Da qui la richiesta agli Stati membri dell'IMO di ascoltare maggiormente il comparto che dovrà materialmente applicare le nuove regole.
"La transizione verde della navigazione non può essere realizzata ignorando la navigazione stessa", sostiene Travlou.
La proposta di Panama e Liberia
Nel dibattito internazionale, gli armatori greci guardano con interesse alla proposta avanzata da Panama e Liberia, pur ritenendola ulteriormente migliorabile.
Secondo Travlou, l'impostazione dei due Paesi offre una base più equilibrata perché considera elementi come la disponibilità e l'accessibilità economica dei combustibili necessari alla decarbonizzazione.
Un tema che, secondo la presidente degli armatori greci, trova attenzione anche nella proposta del Giappone.
Per il settore marittimo, infatti, non basta stabilire quali carburanti utilizzare: bisogna anche verificare che siano disponibili su scala globale e che il loro costo non renda economicamente insostenibile il trasporto delle merci.
Efficienza delle navi: una leva fondamentale
Un altro punto considerato centrale è l'efficienza energetica delle imbarcazioni.
La proposta di Panama e Liberia, sottolinea Travlou, riconosce il ruolo che l'efficienza delle navi può avere nella riduzione delle emissioni, soprattutto in una fase in cui i combustibili alternativi potrebbero non essere ancora disponibili in quantità sufficienti oppure potrebbero avere costi molto elevati.
È una questione particolarmente rilevante per un settore che opera su scala globale e che non può rifornirsi ovunque delle stesse tipologie di carburante.
"La navigazione è vitale per il mondo"
Il messaggio degli armatori greci è quindi rivolto direttamente ai governi che partecipano ai negoziati di Londra.
"La navigazione è vitale per il funzionamento del mondo", afferma Travlou, ricordando che le navi collegano quotidianamente Paesi, economie e mercati.
Per questo, secondo l'Unione degli Armatori Greci, le nuove regole sulla decarbonizzazione devono riuscire a mettere insieme tre elementi: efficacia ambientale, sostenibilità economica e giustizia sociale.
L'obiettivo, conclude Travlou, resta la "decarbonizzazione sostanziale". Ma il vero metro del progresso, è il suo messaggio, non deve essere soltanto ciò che viene progettato sulla carta, bensì ciò che può essere effettivamente realizzato.