L’INE conferma che l’IPC è salito al 3,2% su base annua a giugno. Il rincaro della luce dopo la fine dell’Iva ridotta ha compensato il calo dei carburanti, mentre l’inflazione di fondo è scesa al 2,9%.
L'inflazione in Spagna si contiene a giugno, ma resta su livelli elevati. L'Istituto nazionale di statistica (INE) ha confermato mercoledì che l'indice dei prezzi al consumo (IPC) si è attestato al 3,2% su base annua, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca centrale europea, nonostante l'aumento dell'IVA.
L'aumento della luce e del gas ha compensato il calo dei carburanti, legato a una tregua in Medio Oriente ormai conclusa. L'inflazione di fondo, che esclude l'energia e gli alimenti non trasformati per la loro volatilità, si è attestata al 2,9%, un decimo in meno rispetto al mese precedente, in linea con il dato anticipato dall'INE.
L'elettricità aumenta del 6% a giugno dopo la fine dell'IVA ridotta
L'elettricità ha inciso in modo particolare sull'andamento dei prezzi e si è rincarata del 6% su base annua in un giugno, il secondo più caldo mai registrato, segnato da un maggiore uso di condizionatori e ventilatori nelle case.
Ad aprile e maggio l'elettricità aveva registrato cali annui del 5,5% e del 4,3% rispettivamente, il che ha consentito di mantenere la riduzione dell'IVA applicata dal Governo per attenuare l'impatto economico della guerra. La rimozione di questa misura avrebbe contribuito al rialzo dei prezzi dell'energia elettrica in giugno, anche se il Ministero dell'Economia sottolinea la stabilità dell'inflazione generale.
Il ministro delle Finanze, Arcadi España, in una pubblicazione sul social X ha dichiarato: «I dati dell'IPC di giugno confermano l'efficacia delle misure del Governo di Spagna. In un contesto internazionale segnato dall'incertezza, l'inflazione si mantiene stabile e il prezzo degli alimenti modera la sua crescita fino all'1,9%. Dati che riflettono l'impatto delle politiche di sostegno a famiglie e imprese, insieme alla scelta di puntare sulle energie rinnovabili, che rafforzano la resilienza della nostra economia».
Il primo vicepresidente e ministro dell'Economia, Carlos Cuerpo, sostiene che i dati «corroborano che il piano di risposta del Governo continua a centrare il suo obiettivo: attenuare l'impatto della guerra di Irán sull'inflazione e proteggere il potere d'acquisto delle famiglie».
Le stesse autorità aggiungono che puntare sulle energie rinnovabili è «proprio ciò che permette di ridimensionare gradualmente le misure di emergenza partendo da una posizione di forza». Alimenti e bevande analcoliche hanno dato un po' di respiro all'IPC, rallentando la loro crescita a giugno fino all'1,9%, tre decimi in meno rispetto al 2,2% registrato a maggio.
Anche i carburanti hanno beneficiato della breve tregua tra Stati Uniti e Iran
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Irán, seppur di breve durata, ha alleggerito a giugno la pressione sui carburanti, che hanno moderato i rincari anche se il conflitto è ripreso e lo stretto di Ormuz non ha ancora recuperato la sua attività abituale.
La benzina è aumentata dell'1,3% e il diesel del 14,1%, secondo l'INE. Il Governo spagnolo ha mantenuto la ritirata progressiva degli aiuti sui carburanti, anche se la nuova escalation di tensione in Medio Oriente potrebbe tornare a esercitare pressioni sui prezzi del petrolio.
Casa e turismo spingono al rialzo l'inflazione
La voce abitazione ha portato l'aumento dei prezzi al 4,7% in giugno, rispetto all'1,4% di maggio, mentre i trasporti hanno moderato la crescita al 5,1%. Si è registrato inoltre un forte rincaro di ristoranti e alloggi, con questi ultimi balzati del 9,3% su base annua.
Madrid ha registrato l'inflazione provinciale più alta a giugno, con il 3,8%, seguita da Las Palmas (3,6%). All'estremo opposto, Cáceres e Jaén hanno segnato i tassi più bassi, pari al 2,2%. Tra le comunità autonome, l'Estremadura è quella che ha presentato il minor incremento dei prezzi, con il 2,4%.