Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Inflazione in Spagna: terzo mese di fila al 3,2%, pesa la guerra in Iran

Foto d'archivio di un supermercato
Foto d'archivio di un supermercato Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cristian Caraballo
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

L’inflazione di maggio conferma i dati preliminari dell’INE. Trasporti e pacchetti turistici spingono i prezzi in alto, mentre calano abbigliamento e alimentari. L’inflazione di fondo sale al 3%.

L’inflazione resta ferma al 3,2% per il terzo mese consecutivo, nel pieno dell’impatto della guerra in Iran. L’Indice dei prezzi al consumo (IPC) ha chiuso maggio con un tasso annuo del 3,2%, lo stesso dei due mesi precedenti, secondo i dati definitivi dell’Istituto nazionale di statistica (INE).

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

È il terzo mese di fila sopra il 3%, in un contesto segnato dalla volatilità dei prezzi energetici legata al conflitto in Iran. I dati confermano la stima diffusa dall’INE a fine maggio. Su base mensile, l’IPC è salito dello 0,1%, tre decimi in meno rispetto ad aprile.

Cosa è aumentato e cosa è calato

Tra i fattori che hanno spinto l’inflazione al rialzo spiccano i trasporti e le attività di svago, sportive e culturali. Il motivo principale: i pacchetti turistici sono scesi meno che nello stesso mese del 2025, con una pressione maggiore sull’indice.

In direzione opposta, hanno fatto da freno i prezzi di abbigliamento e calzature, oltre a quelli di alimenti e bevande analcoliche, la cui inflazione annua si è moderata al 2,2%, quattro decimi in meno rispetto ad aprile, grazie all’andamento di frutta, ortaggi, legumi e patate.

Un elemento che complica la lettura del rapporto: l’inflazione di fondo, che esclude energia e alimenti freschi, è salita al 3%, un decimo in più di quanto anticipato e due decimi sopra aprile. L’IPC armonizzato, l’indicatore comparabile con il resto dell’UE, si è attestato al 3,6% su base annua.

Il governo difende il suo scudo anticrisi

Dal governo è arrivato un messaggio di relativa calma. L’esecutivo ha attribuito la stabilità dell’IPC alle sue misure e al cosiddetto “scudo rinnovabile”, e stima che il Piano di risposta al conflitto in Medio Oriente abbia moderato l’inflazione generale di poco più di un punto percentuale.

Nelle prossime due settimane, l’esecutivo prevede di incontrare i settori energetico, agroalimentare e industriale per analizzare l’impatto della guerra e adeguare, se necessario, le misure del piano anticrisi.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Economia del Regno Unito in calo ad aprile per lo shock energetico della guerra in Iran

Lavorare da casa in Europa: perché le opportunità cambiano così tanto da Paese a Paese

Fondo monetario avverte: no ad allentamento delle regole fiscali dell’area euro