Le Borse asiatiche sono balzate ai massimi storici nella speranza che la guerra in Iran sia vicina alla fine, ma il Brent resta sopra 100 dollari al barile, segno della persistente cautela dei mercati su energia e rischi geopolitici.
Le Borse asiatiche sono balzate al rialzo giovedì, trainate da un +5,7% del Nikkei 225 di Tokyo, salito a un nuovo massimo storico intraday. Gli investitori attendono segnali di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe consentire alle petroliere di riprendere il trasporto di greggio attraverso il Golfo Persico.
La chiusura di fatto di questa via d’acqua durante il conflitto ha gravemente ostacolato i flussi globali di petrolio, alimentando l’inflazione e spingendo al rialzo i prezzi in tutto il mondo.
Mercoledì i mercati avevano già ricevuto un forte impulso dopo che Donald Trump aveva lasciato intendere che un’intesa con l’Iran fosse vicina, alimentando le speranze di un allentamento del conflitto.
I prezzi del petrolio oggi sono più stabili dopo il brusco sell-off di mercoledì: il Brent è salito di 51 centesimi a 101,78 dollari al barile, mentre il greggio di riferimento statunitense ha guadagnato 55 centesimi a 95,63 dollari. Il giorno prima, il petrolio era sceso di quasi l’8%, mentre i listini azionari globali erano saliti sulle speranze di una ripresa a breve del traffico nello stretto di Hormuz.
L’ottimismo resta comunque cauto, perché le tensioni persistono. A sottolinearlo è stato un attacco militare statunitense contro una petroliera iraniana nel Golfo di Oman, mentre Washington aumenta la pressione su Teheran per arrivare a un accordo.
Le Borse continuano a salire
L’indice Nikkei 225, principale riferimento della Borsa di Tokyo, è balzato di 3.402 punti a 62.915,87 con la ripresa degli scambi dopo le festività della Golden Week. Prosegue così un rally robusto che ha visto l’indice guadagnare circa il 18% negli ultimi tre mesi e quasi il 73% nell’ultimo anno, trainato soprattutto dalla forte domanda di titoli tecnologici legati al boom dell’intelligenza artificiale.
Nel resto dell’Asia, l’Hang Seng di Hong Kong è salito dell’1,3% a 26.559,86 punti, l’S&P/ASX 200 australiano ha guadagnato lo 0,9% a 8.870,70, mentre il TAIEX di Taiwan è avanzato del 2,1%. Il KOSPI sudcoreano, invece, ha ceduto lo 0,4% a 7.353,08 punti, con gli investitori che hanno preso profitti dopo il balzo di quasi il 7% della seduta precedente, che aveva spinto l’indice oltre quota 7.000 per la prima volta.
Anche le Borse europee si preparano ad aprire in rialzo, con i future sull’Euro Stoxx 50 in lieve progresso prima delle 7.00 CET, segnale di un sentiment ancora positivo.
A Wall Street, mercoledì, i listini hanno mostrato resilienza nonostante il conflitto, sostenuti da un avvio solido della stagione delle trimestrali 2026. L’S&P 500 è salito dell’1,5% toccando un nuovo record, il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato l’1,2% e il Nasdaq Composite è avanzato del 2%.
Tra i titoli in evidenza, Advanced Micro Devices è balzata del 18,6% dopo risultati superiori alle attese su utili e ricavi, mentre Super Micro Computer è volata del 24,5% grazie a conti migliori del previsto. NVIDIA, considerata il simbolo del boom dell’IA, è salita del 5,7%, fornendo il maggiore contributo al rialzo dell’S&P 500 grazie alla sua elevata capitalizzazione.
Fuori dal comparto tecnologico, CVS Health ha guadagnato il 7,6% dopo aver alzato le stime sull’intero anno. The Walt Disney Company è salita del 7,5% dopo aver segnalato che l’attesa per Zootropolis 2 ha sostenuto l’interesse per le attività di streaming, parchi e crociere.
Sul mercato valutario, il dollaro statunitense è sceso leggermente a 156,32 yen dai 156,40 yen, mentre l’euro si è rafforzato a 1,1756 dollari da 1,1747. L’oro è risultato in lieve rialzo nelle prime contrattazioni europee, a 4.706,70 dollari.