Il gruppo aereo tedesco ha registrato nel 2025 ricavi record e risultati migliori nel primo trimestre, ma il caro carburante legato alla guerra in Iran lo costringe a tagliare rotte e a rivedere al ribasso l’utile annuo.
Il balzo dei prezzi del carburante per aerei è diventato una delle principali preoccupazioni per il settore dei viaggi in Europa, e Lufthansa si trova al centro di questa crisi.
Secondo l’ultima trimestrale di Lufthansa, la compagnia prevede per il 2026 un aggravio di costi per il carburante per aerei di 1,7 miliardi di euro (2 miliardi di dollari), mentre il caro carburante continua a gravare sul settore.
La necessità di evitare alcuni spazi aerei ha allungato i tempi di volo, con un aumento naturale dei consumi. Le nuove rotte richiedono anche più ore di lavoro per il personale e cicli di manutenzione più ravvicinati, aggiungendo ulteriore complessità a una catena di approvvigionamento globale già sotto pressione.
Come riportato da Euronews, a maggio le compagnie aeree di tutto il mondo hanno già cancellato circa 13.000 voli, mentre Lufthansa da sola ha tagliato 20.000 collegamenti a corto raggio fino a ottobre, nel tentativo di ridurre i consumi di carburante.
Questa riduzione di capacità è una risposta diretta all’insostenibile costo di gestione degli aeromobili più vecchi e meno efficienti nei consumi durante i picchi dei prezzi.
Pur restando in utile, Lufthansa è stata costretta a consigliare ai passeggeri di prenotare le vacanze il prima possibile per evitare ulteriori supplementi legati al caro carburante.
La società sta investendo massicciamente nel programma di “ammodernamento della flotta” per attenuare questi rischi nel lungo periodo, ma l’impatto immediato della volatilità del carburante continua a pesare sul bilancio.
Lufthansa resta impegnata a centrare i propri obiettivi finanziari, ma la volatilità del mercato petrolifero mondiale resta la principale incognita nelle previsioni per il 2026.
“Siamo soddisfatti del primo trimestre [...] allo stesso tempo, l’attuale situazione ci impone di esaminare con rigore tutte le leve a nostra disposizione per ridurre i costi, migliorare l’efficienza e mitigare i rischi, così da mantenere la nostra capacità di agire con decisione. È probabile che il nostro utile annuale risulti inferiore rispetto a quanto inizialmente previsto”, ha dichiarato il direttore finanziario Till Streichert.
Il gruppo Lufthansa ha annunciato risultati finanziari da record, rivelando di aver registrato nel 2025 i ricavi più alti della sua storia. Il fatturato è aumentato del 5% rispetto all’anno precedente, a 39,6 miliardi di euro.
Secondo gli ultimi dati, il gruppo ha registrato anche un aumento del 20% dell’utile operativo rispetto al 2024, a conferma di una solida ripresa della domanda di trasporto passeggeri.
Nel primo trimestre del 2026 i ricavi sono saliti dell’8% su base annua, nonostante le difficoltà legate al conflitto che coinvolge l’Iran, tra cui 1,7 miliardi di euro di costi aggiuntivi dovuti alla volatilità del carburante per aerei e alla sospensione di decine di rotte.
La compagnia ha mantenuto nel complesso stabile la capacità, con una lieve crescita del traffico di lungo raggio che ha compensato i tagli nei collegamenti a corto e medio raggio.
Lufthansa Technik e Lufthansa Cargo hanno contribuito in modo significativo ai risultati, grazie all’aumento della domanda di servizi di manutenzione, riparazione e revisione, e alla commercializzazione della capacità cargo di ITA Airways.
La domanda globale di trasporto aereo resta elevata e continua a dimostrarsi resiliente anche in tempi di crisi, e il gruppo Lufthansa si attende nuovamente una forte stagione estiva.
“Nel primo trimestre abbiamo migliorato in modo significativo i risultati finanziari dello scorso anno [...] ma la crisi in corso in Medio Oriente, unita all’aumento dei costi del carburante e ai vincoli operativi, rappresenta una sfida enorme per il mondo intero, per il trasporto aereo globale e anche per la nostra azienda”, ha dichiarato l’amministratore delegato Carsten Spohr.
“Siamo però resilienti nella nostra capacità di assorbire questi impatti. Ciò vale sia per la nostra copertura superiore alla media contro le oscillazioni dei prezzi del carburante, sia per la nostra strategia multi-hub e multi-compagnia, che ci garantisce maggiore flessibilità nella rete di collegamenti e nello sviluppo della flotta”, ha aggiunto Spohr.