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Borsa di Londra, prime imprese ucraine nel fondo per la ricostruzione

Un soldato della 127ª Brigata territoriale lancia un drone da ricognizione per cercare droni d’attacco russi sul fronte nella regione di Kharkiv, venerdì 13 marzo 2026
Un soldato della 127ª Brigata territoriale lancia un drone da ricognizione in cerca di droni d'attacco russi al fronte, nella regione di Kharkiv, venerdì 13 marzo 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Nikoletta Stoyanova
Diritti d'autore AP Photo/Nikoletta Stoyanova
Di Una Hajdari & Quirino Mealha
Pubblicato il
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Per la prima volta i titoli azionari ucraini entrano in un fondo quotato a Londra, pensato per convogliare capitali nella futura ricostruzione postbellica e nel rafforzamento dell’economia attuale.

Gli investitori esteri interessati al rinnovo di lungo periodo della base industriale ucraina hanno ora un accesso più diretto ai colossi aziendali del Paese.

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L’ETF HANetf Ukraine Reconstruction UCITS (UKRN), quotato a Londra e lanciato il mese scorso, ha ufficialmente inserito in portafoglio le sue prime tre società ucraine.

Secondo un comunicato dell’emittente, la società di software per droni Swarmer, l’operatore di telecomunicazioni Kyivstar e il gruppo attivo nel minerale di ferro Ferrexpo sono stati tutti inclusi nell’ETF UKRN.

La decisione è rilevante perché l’economia di guerra dell’Ucraina ha lasciato le sue imprese a corto di capitali esteri proprio nel momento in cui ne hanno più bisogno.

Con costi di ricostruzione già stimati in oltre 420 miliardi di euro, in aumento, Kiev sostiene da tempo che né il Paese né i governi occidentali possano coprire da soli il conto.

Portare le aziende ucraine all’attenzione degli investitori istituzionali internazionali è considerato essenziale per colmare questo divario e per fare in modo che la base industriale del Paese resti in vita abbastanza a lungo da poter essere ricostruita.

ETF per sostenere un’economia devastata dalla guerra

L’ETF UCITS UKRN comprende società quotate destinate a svolgere un ruolo chiave nella ripresa dell’Ucraina dopo la guerra.

Questo adeguamento strategico segna un’evoluzione significativa per il fondo, che in precedenza puntava su società internazionali con un’esposizione solo marginale alla regione.

«Soddisfare le esigenze dell’Ucraina richiederà la mobilitazione sia di capitali pubblici sia di capitali privati», ha dichiarato nel comunicato Hector McNeil, cofondatore di HANetf.

Integrando questi campioni nazionali, il fondo offre un’immagine più fedele dei motori economici che guideranno la futura ripresa dell’Ucraina.

La scelta arriva anche dopo un rigoroso ribilanciamento dell’EQM Ukraine Recovery Index, l’indice di riferimento su cui si basa l’ETF.

Poiché il settore privato ucraino continua a mostrare stabilità, il fornitore dell’indice ha stabilito che alcuni attori locali soddisfano ormai i severi requisiti di liquidità e capitalizzazione richiesti per uno strumento d’investimento conforme alla normativa UCITS.

Inoltre, la società di software per droni Swarmer è stata inserita anche in un altro prodotto di HANetf, il Drone UCITS ETF (DRON), che al momento presenta una capitalizzazione di mercato di poco superiore ai 15 milioni di euro.

Rafforzare il percorso di rinascita economica

L’inclusione di titoli domestici è qualcosa di più di un aggiornamento tecnico: segnala la maturazione dell’infrastruttura finanziaria che sostiene la ricostruzione dell’Ucraina.

Gli analisti di EQM Indexes sottolineano che il processo di selezione privilegia le società che ricavano una quota significativa dei ricavi in Ucraina o che detengono asset fisici rilevanti nel Paese.

Il modello ETF offre qualcosa che gli aiuti bilaterali non possono garantire: un incentivo che si autoalimenta perché i capitali esteri seguano le sorti dell’Ucraina nel lungo periodo.

Quando gli investitori comprano quote di questo fondo, guadagnano se le aziende ucraine crescono e prosperano. Hanno quindi anche una motivazione finanziaria per volere che l’Ucraina abbia successo, non solo una motivazione morale o politica.

È una logica diversa dagli aiuti, in cui i donatori versano fondi senza aspettarsi un ritorno.

Da anni Kiev sostiene che questo sia il modello più sostenibile: invece di fare affidamento solo sulla buona volontà dei governi occidentali, occorre coinvolgere investitori privati che abbiano interessi diretti in gioco. Se l’Ucraina si ricostruisce, anche loro ne traggono beneficio.

La presenza di questi titoli in un ETF regolamentato a Londra offre un canale trasparente agli investitori istituzionali e retail che finora potevano essere scoraggiati dalle complessità di un investimento diretto in un mercato colpito dal conflitto.

Pur restando elevati i rischi legati a questo tipo di investimenti, l’ampliamento del fondo per includere società locali indica una crescente fiducia nell’integrazione di lungo periodo degli asset societari ucraini nel più ampio ecosistema finanziario europeo.

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