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Salario minimo 2026: quali Paesi europei pagano di più

Una persona posa con banconote in euro prelevate da un bancomat a Sofia, giovedì 1º gennaio 2026, mentre il Paese entra nell’unione monetaria.
Una persona posa con banconote in euro prelevate da un bancomat a Sofia, giovedì 1º gennaio 2026, mentre il Paese entra nell’unione monetaria. Diritti d'autore  Valentina Petrova
Diritti d'autore Valentina Petrova
Di Servet Yanatma
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I salari minimi variano sensibilmente in tutta Europa. Euronews Business li analizza più da vicino, in euro e in termini di potere d’acquisto, all’inizio del 2026.

Circa 12,8 milioni di lavoratori in 22 Paesi dell'UE percepiscono un salario minimo o meno, secondo una stima di Euronews basata su dati Eurostat.

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Di conseguenza, milioni di persone seguono con attenzione gli annunci sul salario minimo per capire se avranno un aumento dignitoso nel nuovo anno.

Tuttavia, circa un terzo di chi guadagna il salario minimo non ha visto alcun aumento a gennaio 2026 rispetto a luglio 2025. In quattro Paesi non c'è stato alcun rialzo nell'ultimo anno.

Dunque, a gennaio 2026, quali Paesi europei hanno i salari minimi più alti? Quanto valgono davvero in termini di potere d'acquisto? E come cambiano le classifiche se si confrontano gli importi nominali in euro con il potere d'acquisto?

Tra gli Stati membri dell'UE, il salario minimo mensile lordo va da 620 euro in Bulgaria a 2.704 euro in Lussemburgo. Se si includono i Paesi candidati, l'Ucraina è un caso a parte con 173 euro, seguita dalla Moldova con 319 euro.

Cinque Paesi hanno un salario minimo superiore a 2.000 euro. Oltre al Lussemburgo, si tratta di Irlanda (2.391 euro), Germania (2.343), Paesi Bassi (2.295) e Belgio (2.112).

Subito sotto questo gruppo di testa c'è la Francia, con 1.823 euro, che scendono a 1.381 in Spagna. Una differenza che mostra quanto possano variare i livelli anche tra Paesi confinanti.

Eurostat raggruppa quindi i salari minimi in tre categorie: oltre 1.500 euro, tra 1.000 e 1.500 euro e sotto i 1.000 euro.

Spagna, Slovenia, Lituania, Polonia, Cipro, Portogallo, Croazia e Grecia rientrano in questa fascia intermedia. Le differenze tra loro sono relativamente contenute.

Meno di 1.000 euro in metà dei Paesi europei

Tra 29 Paesi – 22 membri dell'UE e sette candidati – il salario minimo è inferiore a 1.000 euro in 15 casi. Tutti i Paesi candidati all'ingresso nell'UE rientrano in questo gruppo più basso. Ne fanno parte anche diversi Paesi dell'Europa orientale.

Per esempio, il salario minimo è di 924 euro in Cechia, 838 in Ungheria, 795 in Romania, 654 in Turchia e 517 in Albania. Tre Paesi candidati hanno un salario minimo più alto di quello bulgaro.

La mappa qui sotto mette in evidenza una netta frattura geografica nei salari minimi nominali in Europa, in particolare tra Paesi occidentali e orientali.

Il potere d'acquisto riduce le distanze

Nel confronto tra salari minimi, gli standard di potere d'acquisto (PPS) sono fondamentali, perché il costo della vita varia molto da un Paese all'altro. Una volta corretti per il potere d'acquisto, i divari salariali tra Paesi si riducono sensibilmente rispetto ai valori nominali.

Il PPS offre un confronto più equo, usando una valuta artificiale che riflette ciò che le persone possono realmente comprare in ciascun Paese, livellando il potere d'acquisto reale rispetto al semplice valore in euro.

Un PPS è un'unità di conto artificiale che, in teoria, permette di acquistare lo stesso paniere di beni e servizi in ogni Paese.

Tenendo conto di questo, nei 22 Paesi dell'UE il salario minimo va da 886 PPS in Estonia a 2.157 in Germania.

Anche se la classifica cambia leggermente, i primi nove Paesi restano gli stessi sia in euro sia in PPS.

A eccezione dell'Albania, i Paesi candidati all'UE migliorano la propria posizione in termini di PPS, con un potere d'acquisto superiore a quello di diversi Stati membri.

Tra i 27 Paesi per cui sono disponibili sia i dati in euro sia quelli in PPS, la Romania è il caso più favorevole: passa dal 20º al 12º posto. Migliora anche la Macedonia del Nord, che sale dal 26º posto in termini di euro al 20º in termini di PPS.

La Serbia avanza dal 22º al 17º posto, mentre la Turchia guadagna tre posizioni.

Al contrario, Cechia ed Estonia sono i Paesi che peggiorano di più, perdendo ciascuno otto posizioni. La Cechia scende dal 16º al 24º posto, l'Estonia dal 18º al 26º.

Non esiste un salario minimo legale in Italia, in Austria e in tre Paesi nordici: Svezia, Danimarca e Finlandia.

Dove il salario minimo non è cambiato?

Tra i Paesi dell'UE, tra luglio 2025 e gennaio 2026 il salario minimo è rimasto invariato in Belgio, Estonia, Grecia, Spagna, Lussemburgo e Slovenia.

Bulgaria, Ungheria, Lituania e Slovacchia hanno registrato gli aumenti più forti, con una crescita di oltre l'11% nello stesso periodo.

Tra gennaio 2025 e gennaio 2026 è rimasto fermo anche in Estonia, Spagna e Slovenia. In Romania il salario minimo in valuta nazionale non è cambiato, ma si è leggermente ridotto in termini di euro in entrambi i periodi.

Le ragioni delle differenze

Gli esperti dell'European Trade Union Institute (ETUI) sottolineano che una maggiore produttività è la base per salari e stipendi più alti in modo duraturo. Le economie con un'industria o un settore finanziario più sviluppati tendono a essere più produttive.

Anche i settori ad alta tecnologia mostrano di norma una produttività più elevata. Un maggiore potere contrattuale dei lavoratori è un altro fattore decisivo.

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