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L'Ue e la Cina potrebbero "allontanarsi", avverte il vice-presidente della Commissione

Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha tenuto un discorso all'Università Tsinghua di Pechino.
Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha tenuto un discorso all'Università Tsinghua di Pechino. Diritti d'autore European Union, 2023.
Diritti d'autore European Union, 2023.
Di Jorge Liboreiro
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Le relazioni tra l'Unione europea e la Cina si trovano a un bivio a causa delle crescenti tensioni politiche e di una serie di controversie economiche ancora irrisolte, ha dichiarato il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis

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"Dobbiamo riconoscere che, in un nuovo e impegnativo contesto globale, sia l'Ue che la Cina si trovano ad affrontare significativi venti contrari di natura politica ed economica, e che alcuni di questi venti contrari potrebbero portarci ad allontanarci", le parole di Dombrovskis all'università di Tsinghua, a Pechino.

"Il mondo ha bisogno della Cina, ma anche la Cina ha bisogno del mondo"
Valdis Dombrovskis
Vice-presidente della Commissione europea

Un viaggio distensivo?

Il duro monito arriva durante un viaggio di quattro giorni in Cina, in cui il vicepresidente ha incontrato diversi rappresentanti del governo cinese per affrontare una lunga lista di punti di attrito con l'Unione, tra cui ovviamente la guerrain Ucraina.

"L'integrità territoriale è sempre stata un principio chiave per la Cina nella diplomazia internazionale. La guerra della Russia è una palese violazione di questo principio", ha detto Dombrovskis, "quindi è molto difficile per noi capire la posizione della Cina sulla guerra della Russia contro l'Ucraina, poiché viola i principi fondamentali della Cina stessa".

Il vicepresidente ha detto che i numerosi effetti a catena scatenati dall'invasione, come l'interruzione della catena di approvvigionamento, l'insicurezza alimentare, gli alti prezzi dell'energia e l'inflazione da record, sono un "disastro" sia per l'Europa che per la Cina e la sua industria, orientata alle esportazioni.

Per Dombrovskis la posizione deliberatamente vaga della Cina sulla guerra comporta un "rischio reputazionale" e sta già "intaccando l'immagine del Paese non solo fra i consumatori europei, ma anche fra le imprese".

Gli attriti commerciali

Negli ultimi anni, le relazioni tra l'Ue e la Cina hanno subito una brusca svolta a causa della pandemia da Covid-19, della repressione degli uiguri nello Xinjiang, della guerra in Ucraina, delle continue tensioni nello Stretto di Taiwan e delle restrizioni commerciali  nei settori dei semiconduttori e delle materie prime essenziali.

La tensione è ulteriormente aumentata dopo che la Commissione europea ha annunciato un'indagine formale sulle auto elettriche prodotte in Cina, per identificare eventuali sussidi statali che ne abbasserebbero artificialmente il prezzo.

 "L'Ue non può permettersi di non essere tutelata quando la nostra apertura viene abusata o quando è in gioco la nostra sicurezza nazionale", le parole del vice-presidente sul tema. "Il governo cinese ha creato un ambiente imprenditoriale più politicizzato, ampliando la propria strumentazione per proteggere la sicurezza nazionale e gli interessi di sviluppo".

Dombrovskis ha criticato pure un recente aggiornamento della legge cinese contro lo spionaggio che conferisce a Pechino poteri punitivi più ampi e "lascia troppo spazio all'interpretazione" per reprimere le attività considerate una minaccia alla sicurezza nazionale. La possibilità di essere perseguiti mina "significativamente" la fiducia delle imprese e spaventa gli investimenti.

Tutti questi punti di discordia, insieme a un deficit commerciale che lo scorso anno ha toccato i 396 miliardi di euro a favore della Cina, hanno "costretto l'Europa a diventare più assertiva" e ad adottare una strategia di "de-risking" per evitare dipendenze dannose.

Tuttavia, ha aggiunto Dombrovskis, l'Unone rimane pronta a cercare soluzioni costruttive. "Il mondo ha bisogno della Cina, ma anche la Cina ha bisogno del mondo".

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