Dal suo studio di Accra alle pagine della rivista "Drum", Barnor ha raccontato la vita quotidiana e la cultura nera in un periodo di profondi cambiamenti sociali.
James Barnor non è estraneo ai grandi momenti.
Quando il Ghana dichiarò l’indipendenza nel 1957, lui era lì con la sua macchina fotografica. Nella Londra degli anni Sessanta ha messo in discussione gli stereotipi sui modelli e sugli artisti neri con le sue fotografie per la rivista Drum. Nel 1970 ha creato il primo laboratorio ghanese per lo sviluppo a colori.
Oggi, a 97 anni, sta ricevendo uno dei massimi riconoscimenti nel campo della fotografia.
La World Photography Organisation ha annunciato che Barnor riceverà il premio Outstanding Contribution to Photography ai 2027 Sony World Photography Awards (fonte in inglese).
"Quando ho aperto il mio studio ad Accra, non avrei mai immaginato che il mio lavoro mi avrebbe portato così lontano: attraverso l’indipendenza del Ghana, fino a Londra e poi di nuovo indietro", ha dichiarato Barnor in un comunicato.
"La mia macchina fotografica è diventata la mia compagna e non me ne sono mai pentito."
Dal Ghana alla Gran Bretagna e ritorno
Nato nel 1929, Barnor ha imparato la fotografia dal cugino, J. P. D. Dodoo, a sua volta un noto fotografo che lavorava ad Accra durante l’epoca coloniale della Gold Coast.
A 21 anni Barnor è diventato il primo fotografo assunto dal quotidiano ghanese Daily Graphic e ha iniziato a immortalare comizi politici, parate di strada e il percorso del Ghana verso l’indipendenza nel 1957.
Tra questi c’è il momento in cui il leader indipendentista Kwame Nkrumah dichiarò il Ghana libero dal dominio britannico, anche se i ritardi nello sviluppo delle pellicole fecero sì che le sue foto non arrivassero mai (fonte in inglese) sui giornali.
Nel 1953 Barnor ha aperto lo studio Ever Young nel quartiere Jamestown di Accra. Lì, studenti, commessi, politici e giudici posavano per i suoi ritratti, mentre Barnor iniziava a documentare la vita quotidiana in un Paese in profonda trasformazione.
Nel 1959 si è trasferito in Gran Bretagna, dove ha studiato al Medway College of Art e in seguito ha lavorato come stampatore a colori. Ha collaborato anche con Drum, la rivista sudafricana nota per i suoi reportage contro l’apartheid, e ha raccontato la vita della diaspora africana a Londra negli anni Sessanta.
Barnor portava spesso la sua fotografia di moda nelle strade londinesi, ritraendo modelli e celebrità neri con uno stile e una sicurezza che raramente si vedevano sulla stampa britannica dell’epoca. I suoi ritratti sono apparsi sulle copertine e sulle pagine di moda di Drum, dando ai neri londinesi una visibilità che le riviste mainstream spesso negavano loro.
Dopo essersi formato con il produttore di pellicole Agfa-Gevaert in Belgio e in Germania, Barnor è tornato in Ghana nel 1970 come rappresentante dell’azienda e ha contribuito a creare il primo laboratorio commerciale del Paese per lo sviluppo a colori.
Un’eredità che abbraccia il mondo
Mentre la Francia celebra 200 anni (fonte in inglese) di fotografia con più di 1.000 eventi fino a settembre 2027, il riconoscimento a Barnor richiama un altro capitolo importante nella storia del mezzo, dagli ultimi anni del dominio coloniale britannico in Ghana alla nascita di un Regno Unito multiculturale.
Oggi è ampiamente considerato uno dei pionieri della fotografia africana.
Le fotografie di Barnor sono state esposte in tutto il mondo, tra cui alla Serpentine Gallery di Londra, al Detroit Institute of Arts e al Museum of Modern Art di New York. Fanno parte anche delle principali collezioni del Tate Museum di Londra, della National Portrait Gallery e del Centre Pompidou di Parigi.
Barnor riceverà il premio durante una cerimonia a Londra il 15 aprile 2027. Una retrospettiva con oltre 50 fotografie e materiali d’archivio tratti da tutta la sua carriera sarà inoltre allestita a Somerset House dal 16 aprile al 3 maggio 2027.