Si acuisce la crisi del Tribunale costituzionale in Polonia. Święczkowski e Sochański denunciano un tentativo di usurpazione, mentre Tusk cerca una via d'uscita
La crisi del Tribunale costituzionale polacco si aggrava, con accuse di usurpazione del potere e un crescente scontro sulla legittimità dei suoi organi. In una dichiarazione pubblicata su X dalla portavoce del Tribunale, i giudici Bogdan Święczkowski e Bartłomiej Sochański denunciano un'operazione preparata da tempo e chiedono all'opinione pubblica polacca e internazionale di prestare attenzione alla situazione.
"La portata dell'attacco e le forze impiegate dimostrano che questa operazione era da tempo preparata", scrivono i due giudici, che criticano i cambiamenti introdotti nel funzionamento dell'istituzione.
Święczkowski, presidente del Tribunale costituzionale, ha più volte definito la giudice Anna Korwin-Piotrowska, che presiede i lavori dell'assemblea, una "usurpatrice", contestandole il diritto di dirigere il TK.
"Anna Korwin-Piotrowska non dirige i lavori del Tribunale costituzionale. Ha trasformato l'edificio del TK in un teatro", ha dichiarato mercoledì davanti alla sede dell'istituzione.
Nella loro dichiarazione, Święczkowski e Sochański sostengono che l'autoproclamazione di Korwin-Piotrowska alla guida del Tribunale non abbia alcun fondamento giuridico. Contestano inoltre il tentativo di sospendere il presidente e il vicepresidente del TK, che considerano legittimamente nominati dal presidente della Repubblica.
"Crediamo che la società polacca e l'opinione pubblica internazionale si schiereranno dalla parte del legalismo, dell'onestà e della normale decenza umana, e contro la forza brutale e primitiva e il tentativo di usurpazione del potere", si legge nel testo.
Tusk cerca una de-escalation
Sul fronte politico, il premier Donald Tusk ha dichiarato martedì, dopo una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, di voler ridurre le tensioni attorno al Tribunale costituzionale. Il capo del governo si è detto disponibile a un incontro bilaterale con il presidente Karol Nawrocki già questa settimana, con l'obiettivo di trovare una soluzione duratura alla crisi.
Tusk ha ribadito la posizione del governo sulla legittimità dei giudici eletti dal Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco.
"Manteniamo la posizione, in conformità con la Costituzione, che i giudici eletti dal Sejm sono giudici legalmente eletti. I giudici del TK dovrebbero poter lavorare e pronunciarsi, perché questo è il loro dovere e il loro diritto", ha affermato in conferenza stampa.
La disputa sul quorum e le decisioni del Tribunale
La tensione si è intensificata dopo l'Assemblea generale dei giudici del Tribunale costituzionale del 3 novembre, presieduta da Korwin-Piotrowska. In quella sede è stato stabilito che l'assemblea può adottare delibere con un quorum di otto giudici su dodici autorizzati a partecipare.
La decisione ha suscitato critiche da parte dell'opposizione e di alcuni esperti. Nel corso della stessa assemblea, i giudici hanno approvato all'unanimità il piano delle entrate e delle spese del Tribunale per il 2027.
È stato inoltre effettuato il sorteggio delle composizioni dei tribunali disciplinari e dei procuratori disciplinari per i procedimenti riguardanti Święczkowski e Sochański.