Il ministro britannico alla Difesa Streeting ha incontrato Kallas e Kubilius a Bruxelles. UE e Regno Unito hanno in agenda un vertice il 20 novembre: entrambi riconoscono la necessità di una maggiore cooperazione, ma restano divergenze su come arrivarci
Nel breve periodo il Regno Unito dovrebbe dare priorità all'adesione ai quadri di difesa già esistenti dell'UE, invece di avviare colloqui per rientrare nel blocco, ha dichiarato lunedì Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell'UE.
L'avvertimento di Kallas è arrivato prima dell'incontro con il ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, mentre le due parti cercano una cooperazione più stretta in vista del vertice UE-Regno Unito del 20 novembre.
A seguito del colloquio con il ministro, Kallas ha scritto su X che le due parti stanno "lavorando insieme per contrastare le minacce ibride e la manipolazione delle informazioni straniere, e la nostra stretta cooperazione sulle sanzioni continua.
Streeting ha avuto colloqui anche con Andrius Kubilius. "Il Regno Unito è un partner cruciale per l'Ue nella costruzione della sicurezza europea e nell'assumersi la responsabilità della difesa europea. Abbiamo discusso di come rafforzare il sostegno all'Ucraina e di come collaborare strettamente su questioni industriali della difesa", ha commentato il Commissario UE alla Difesa.
Sempre lunedì, dopo Bruxelles, il ministro britannico è atteso a Berlino per un incontro con l'omologo tedesco Boris Pistorius.
Kallas: la difesa prima di parlare del ritorno nell'UE
La capa della diplomazia dell'Unione ha spiegato che alcune persone nell’UE sono ancora "traumatizzate" dalle difficili e spesso aspre trattative seguite alla Brexit e che i rapporti dovrebbero svilupparsi gradualmente, con entrambe le parti concentrate prima di tutto su ambiti pratici di cooperazione, prima di valutare passi più ambiziosi.
"Dipende da ciò che vogliono le persone nel Regno Unito e da un accordo negoziato, ci sono molte persone traumatizzate a Bruxelles per la Brexit", ha detto l'Alta rappresentante, "questi negoziati saranno difficili e non siamo ancora a quel punto".
"Quello che penso sia importante è che vogliamo avere una relazione più profonda, perché siete molto vicini e insieme siamo più forti, ma procediamo passo dopo passo", ha proseguito Kallas.
Da parte sua il ministro Streeting ha convenuto che "l’adesione all’Ue, come avevamo avvertito al momento del referendum, non è un interruttore che si accende e si spegne. Quindi non si può semplicemente uscire dall’Unione Europea e poi aspettarsi di riaccendere l’interruttore e rientrare nell’Unione Europea".
Il Regno Unito resta impegnato a esplorare una cooperazione più stretta in materia di difesa con il blocco, ha dichiarato Streeting, nonostante abbia scelto lo scorso anno di non partecipare al programma di prestiti per la difesa Security Action for Europe (SAFE) dell’UE da 150 miliardi di euro.
Londra ha rinunciato a entrare nel programma dopo il mancato accordo con Bruxelles su un contributo iniziale stimato tra 4 e 6 miliardi di euro, che secondo il governo britannico non rappresentava un buon uso delle risorse, hanno riferito all’epoca fonti britanniche.
Il vertice suscita particolare attenzione dopo la promessa del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham di ricostruire i rapporti con l’UE, anche attraverso una maggiore cooperazione su commercio, istruzione, energia e difesa.
Burnham inoltre non ha escluso negoziati su un possibile ritorno del Regno Unito come membro a pieno titolo dell’UE.
Tuttavia, nonostante a Bruxelles ci sia disponibilità a una più stretta integrazione tra Regno Unito e UE e, potenzialmente, a valutare colloqui sul ritorno di Londra, esiste un ampio consenso sul fatto che riaprire i negoziati di adesione sarebbe un processo lungo e politicamente divisivo, anchealla luce delle divisioni nella società britannica sulla Brexit, oltre che della natura faticosa dell’esperienza per gli europei.
Streeting ha invitato a non andare troppo avanti nel dibattito sul possibile ritorno del Regno Unito nell’UE e lodato Burnham per quella che ha definito una decisione "coraggiosa" di riaprire la discussione, viste le sensibilità politiche che circondano la questione.
"Non c’è dubbio che lasciare l’UE abbia colpito la nostra economia e non siamo forti come avremmo potuto essere", ha aggiunto Streeting.
Cooperazione in materia di difesa e Ucraina
Gli incontri di lunedì si sono concentrati sull'aggressione della Russia in Europa, compresi gli attacchi ibridi, e sulla crescente responsabilità europea nel fornire sostegno militare all’Ucraina.
Le due parti hanno affrontato anche il futuro della base industriale della difesa europea. Streeting ha sostenuto che il continente deve ampliare in modo significativo la propria capacità industriale.
Il ministro britannico ha però messo in guardia contro l’adozione da parte dell’UE di un approccio protezionista che alla fine potrebbe indebolire i suoi stessi obiettivi.
Le sue osservazioni erano rivolte in parte alla proposta iniziativa industriale "Made in Europe", che punta a dare priorità ai produttori europei in settori importanti, compresa la difesa.
Il Regno Unito al momento è fuori dall’iniziativa perché non fa più parte del mercato unico dell’UE. "Dobbiamo stare attenti" che la spinta Made in Europe "non si trasformi in un protezionismo autolesionista", ha concluso Streeting.