I ministri dell'Energia dell'UE vogliono tutelare famiglie e imprese dai prezzi invernali, mentre lo shock geopolitico in Medio Oriente ha spinto il gas europeo oltre il massimo quadriennale di 97 € per megawattora
I ministri dell'Energia dell'UE si sono riuniti il 29 ottobre e hanno dovuto fare i conti con una realtà dolorosa: nonostante i massicci sforzi per ridurre la dipendenza dai combustibili russi, l'Unione resta completamente esposta al rischio della prossima interruzione delle forniture globali.
Perché? Prima dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, Mosca forniva circa il 45% delle importazioni di gas dell'UE, contro appena il 12% nel 2025. Per sostituirlo, l'Europa si è rivolta al più costoso gas naturale liquefatto (GNL) da Paesi come gli Stati Uniti.
Nel frattempo, il conflitto in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, sta spingendo i prezzi ancora più in alto, mentre l'Europa compete con i Paesi asiatici per importazioni alternative.
Per offrire un sollievo immediato ai consumatori questo inverno, gli Stati membri intendono ridurre le bollette tagliando gli oneri di rete elettrica e diminuendo le tasse sull'energia imposte dallo Stato. Inoltre, il piano introduce incentivi per spingere famiglie e imprese a spostare le attività ad alto consumo di energia verso fasce orarie più economiche, fuori punta. Per garantire le forniture fisiche, il piano prevede anche una coordinazione più rigorosa delle riserve di gas di emergenza tra gli Stati membri, per evitare carenze regionali con l'abbassarsi delle temperature.
Queste misure basteranno? Le bollette dell'energia stanno arrivando a un punto di rottura per le famiglie?
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