Vivere comodamente significa cose diverse per persone diverse. Euronews Business ha calcolato il reddito mensile netto necessario per raggiungere il 150% della mediana nazionale, soglia di partenza della classe medio-alta.
Quanto bisogna guadagnare per vivere comodamente in Europa? È una domanda piuttosto complessa.
Per cominciare, "vivere comodamente" è un concetto molto soggettivo. Inoltre, i livelli dei prezzi variano molto sia tra i Paesi sia all’interno degli stessi. Conta anche la dimensione del nucleo familiare. Il reddito, infine, non tiene conto della ricchezza o della proprietà della casa.
Nonostante questi limiti, alcuni indicatori di reddito possono offrire un’idea di quanto serva per vivere in modo confortevole.
Uno di questi è il reddito disponibile equivalente.
Tutti i redditi monetari percepiti dai membri del nucleo familiare vengono sommati. Si includono i redditi da lavoro, da investimenti e da prestazioni sociali, oltre ad altre entrate della famiglia. Dal totale si detraggono imposte e contributi sociali.
La somma viene poi divisa per il numero di componenti del nucleo, convertiti in adulti equivalenti: non si tratta quindi di un reddito individuale in senso stretto.
Fasce di reddito della classe media
L’OCSE definisce classe media i nuclei familiari con un reddito disponibile equivalente compreso tra il 75% e il 200% della mediana nazionale.
Questa fascia viene suddivisa in tre gruppi: tra il 75% e il 100% della mediana si parla di "fascia medio-bassa", tra il 100% e il 150% di "fascia media" e tra il 150% e il 200% di "fascia medio-alta".
Non esiste un parametro riconosciuto su quale quota della mediana nazionale un nucleo debba raggiungere.
"Se tutto ciò che abbiamo sono informazioni sul reddito, si può probabilmente presumere che la maggior parte dei nuclei oltre il 150% disponga di un reddito sufficiente per vivere relativamente comodi", ha dichiarato a Euronews Business Sebastian Königs, economista senior presso l’OCSE.
Tuttavia, altri studiosi sottolineano che un reddito superiore al 150% della mediana non garantisce necessariamente sicurezza finanziaria.
Euronews Business ha calcolato il 150% della mediana per tre tipi di nucleo familiare, per mostrare quale reddito netto serve per entrare nella fascia medio-alta.
Nel 2025, il reddito disponibile equivalente mediano nell’UE è pari a 22.939 € l’anno, ossia 1.912 € al mese. Un adulto solo che vive da solo deve guadagnare 2.867 € mensili per raggiungere il 150% della mediana.
Nei 34 Paesi europei considerati, questa soglia va da 603 € al mese in Macedonia del Nord a 6.491 € in Svizzera. Nell’UE oscilla fra 1.023 € in Romania e 6.256 € in Lussemburgo.
La soglia supera i 4.000 € al mese anche in Norvegia (5.240 €), Austria (4.568 €), Danimarca (4.524 €), Irlanda (4.392 €) e nei Paesi Bassi (4.308 €).
Fra le quattro maggiori economie dell’UE, la Germania registra il valore più alto con 3.611 €. La Francia segue con 3.307 €, circa il 15% sopra la media UE, mentre l’Italia è appena sotto, con 2.758 €. La Spagna ha la soglia più bassa tra le quattro, pari a 2.546 €.
Il divario è ampio: un adulto solo in Germania ha bisogno di 1.065 € al mese in più rispetto a uno in Spagna.
La soglia è inoltre inferiore a 1.000 € mensili in Albania (723 €), Turchia (755 €), Montenegro (825 €) e Serbia (975 €). Insieme alla Macedonia del Nord, tutti e cinque sono Paesi candidati all’adesione all’UE.
In undici Paesi UE la soglia è compresa fra 1.000 e 1.900 € al mese, tra cui Portogallo (1.808 €), Polonia (1.799 €), Grecia (1.463 €), Bulgaria (1.108 €) e Ungheria (1.099 €).
Una coppia ha bisogno del doppio reddito?
Una coppia senza figli non ha bisogno di un reddito doppio rispetto a un adulto solo. Condividendo costi come affitto ed energia, Eurostat stima che basti un reddito pari a 1,5 volte quello del single.
Nell’UE, quindi, una coppia deve disporre di 4.301 € netti al mese per raggiungere la soglia. Per una coppia con due figli sotto i 14 anni il valore sale a 6.021 €.
La graduatoria dei Paesi non cambia per coppie e famiglie perché il valore di ogni Paese viene semplicemente moltiplicato per lo stesso fattore: 1,5 per le coppie e 2,1 per le famiglie con due figli.
I pulsanti nel grafico mostrano i valori per tutti e tre i tipi di nucleo familiare in ciascun Paese.
Il potere d’acquisto migliora il confronto
Le cifre in euro non riflettono le differenze di prezzo tra i Paesi. Gli standard di potere d’acquisto (PPS), una valuta artificiale che elimina queste differenze, offrono una base di confronto migliore.
Il divario si riduce, ma resta significativo. In termini di PPS, la soglia per un adulto solo nell’UE è pari a 2.830 PPS al mese. Si va da 1.031 PPS in Albania a 4.709 PPS in Lussemburgo, un differenziale di circa 4,6 volte, contro le 10,8 volte espresse in euro.
All’interno dell’UE, l’Ungheria registra la soglia più bassa con 1.495 PPS. In questo caso, la soglia del Lussemburgo è poco più di tre volte superiore, contro le sei volte in euro.
Un reddito relativamente confortevole non compra ovunque le stesse cose
Questi divari indicano che "vivere comodamente" significa cose molto diverse. I valori in PPS mostrano cosa può effettivamente comprare questo reddito relativamente confortevole in ciascun Paese.
"La stessa posizione relativa in termini di reddito può tradursi in livelli di vita molto diversi da Paese a Paese. Trovarsi al 150% della mediana in un Paese non implica lo stesso potere d’acquisto che avere il 150% altrove", ha spiegato a Euronews Business il professor Koen Caminada dell’Università di Leiden.
Differenze regionali all’interno dei Paesi
"Le cifre corrette per il potere d’acquisto migliorerebbero il confronto, ma le medie nazionali nascondono comunque importanti differenze regionali, in particolare nei costi dell’abitazione", ha aggiunto.
Königs ha sottolineato inoltre che in molti Paesi OCSE esistono forti differenze regionali sia nei livelli di reddito sia nel costo della vita.
Il reddito è solo una parte della storia, conta anche la ricchezza
Königs ha ricordato che il reddito racconta solo una parte della storia. La disuguaglianza della ricchezza, in particolare l’accesso alla proprietà della casa, è un tema cruciale in molti Paesi OCSE.
"Alcune persone possono cavarsela bene anche con redditi bassi perché possiedono la propria abitazione e magari vivono in zone dove i prezzi sono più contenuti", ha spiegato.
Caminada ha richiamato anche il ruolo di ricchezza e risparmi. Secondo lui, un nucleo familiare con reddito modesto ma risparmi facilmente utilizzabili può affrontare meglio una spesa imprevista o la perdita del lavoro rispetto a un nucleo con reddito più alto ma senza risparmi e con molti debiti.
Come definire il vivere comodamente
Caminada ha osservato che "vivere comodamente" dovrebbe significare più che riuscire a pagare le bollette: "Un nucleo familiare dovrebbe potersi permettere un alloggio adeguato, cibo, energia e trasporti, partecipare alla vita sociale, godersi un po’ di tempo libero e mettere da parte qualcosa. È fondamentale che sia in grado di assorbire una spesa imprevista o una temporanea perdita di reddito senza cadere immediatamente in difficoltà finanziarie".
Ha inoltre avvertito che né il 150% né il 200% della mediana nazionale rappresentano una soglia consolidata per definire una vita confortevole. Ha sottolineato che la classificazione OCSE del reddito medio descrive una posizione relativa nella distribuzione del reddito, non l’adeguatezza del bilancio familiare.
Markus M. Grabka, del Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung (DIW Berlin), ha aggiunto che un reddito superiore al 150% della mediana non garantisce di per sé la sicurezza finanziaria.
"Un reddito che supera il 150% della mediana assicura davvero sicurezza finanziaria solo se si accompagna a un certo livello di ricchezza privata", ha dichiarato a Euronews Business.